Partito un piano di sviluppo ambizioso

Nice Footwear: nel fiscal year della pandemia meno ricavi ma sale l’ebitda

Un fiscal year su cui ha impattato la pandemia, ma che beneficia delle strategie messe in atto nei mesi scorsi, quello archiviato da Nice Footwear al 30 aprile del 2021.

Il bilancio consolidato approvato dal consiglio di amministrazione mette in evidenza ricavi netti per un totale di 21,144 milioni di euro, in flessione rispetto ai 24,2 milioni dell’analogo periodo di riferimento, e un utile netto pari a 879.000 euro, in aumento rispetto ai 566.000 del precedente esercizio.

Nonostante la flessione dei ricavi, l’ebitda si è attestato all’11,2% sul fatturato rispetto all’esercizio precedente, con un valore pari a 2,364 milioni di euro, rispetto agli 1,781 del precedente fiscal year.

Il patrimonio netto ammonta a 4,059 milioni di euro e la posizione finanziaria è pari a 3,979 milioni di euro.

«Il 2020-2021 rappresenta pun periodo di grande rimodulazione, che ha permesso di raggiungere traguardi strategici per il proprio sviluppo, come l’emissione della prima tranche del minibond quotato su ExtraMotPro3, l’apertura della sede di Shanghai, il riconoscimento come Pmi innovativa, solo per citarne alcuni», spiega Bruno Conterno, presidente e amministratore delegato dell’azienda (nella foto). 

«Questo – prosegue - è stato possibile nonostante lo scenario estremamente complesso e sfidante in cui siamo stati costretti a operare e che ci ha permesso di trovare nuovi stimoli e relazioni in Europa, per compensare la riduzione delle vendite dei canali tradizionali».

«In questa fase - conclude - anche grazie all’acquisizione di Favaro Manifattura Calzaturiera, finalizzata a giugno 2021, il gruppo è pronto per un nuovo posizionamento volto a creare un polo italiano di eccellenza nella progettazione e produzione di sneakers».

Tra i dati positivi, sottolinea una nota, si evidenzia la crescita dell'occupazione all’interno della società, con il personale che passa da 21 a 24 dipendenti (+14% rispetto all’anno precedente).

Tra le sfide recenti del player veneto c’è, come ha sottolineato Conterno, l’acquisizione dell’80% delle quote della Favaro Manifattura Calzaturiera, azienda che rappresenta l’eccellenza nella produzione di scarpe nel segmento luxury nella Riviera del Brenta: un deal che apre all’azienda nuove prospettive nell’alto di gamma e destinato a dare slancio al côté femminile, che oggi vale il 35% del turnover. 

Nuove sfide anche fuori dai confini italiani. Oggi il mercato principale di Nice Footwear è quello interno, che rappresenta circa il 54% del totale del fatturato, seguito dalla Svizzera, con il 23% delle quote di mercato, e dalla Francia (14%).

«Siamo presenti a Vicenza, Milano, Hong Kong e Shanghai e con l’apertura di nuove filiali estere, guardiamo a nuovi mercati tra Nord Europa, Russia, Middle e Far East, per dare slancio all’export, spiega Conterno nell’intervista pubblicata sul numero 4 del nostro magazine.

Sempre più importante è la tecnologia, per produrre meglio e aumentare la funzionalità del prodotto: lo dimostrano i 2,2 milioni di euro investiti negli ultimi tre anni in ricerca e sviluppo, che sono valsi all’azienda l’iscrizione nella sezione speciale Pmi Innovative della Camera di Commercio di Milano.

Quest’anno la società redigerà il suo secondo Bilancio di Sostenibilità, in seguito a un rethinking che ha coinvolto tutti gli aspetti del business ed è entrata anche a far parte del Leather Working Group per una produzione della pelle più responsabile. 

c.me.
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