Secondo l'imprenditore marzo sarà un mese decisivo per il settore

Bertelli: «Prada investirà sulle fabbriche, acquistare altri brand non ci interessa»

Prada prevede una accelerazione del fatturato fino a 5 miliardi entro i prossimi quattro-cinque anni e investimenti annui pari a 100 milioni euro in fabbriche e negozi. Lo ha dichiarato il ceo del gruppo, Patrizio Bertelli, in un'intervista a Il Sole 24 ore, in cui affronta anche il tema della successione al figlio Lorenzo: «A chi altro dovrei lasciare la guida dell'azienda se non a lui?».

 

Secondo Bertelli, le prospettive a lungo termine del mercato del lusso sono positive: «Tra 20 anni sarà ancora più grande di oggi». Quanto alla capacità di ripresa del settore legata alla pandemia, l'imprenditore ha le idee chiare: «Tutto dipenderà dal mese di marzo: a quel punto finiranno i lockdown pesanti in corso in Germania, Svizzera, Austria, Francia, Inghilterra e anche in Svezia, cambierà la stagione e ci potranno essere segnali positivi. Marzo sarà un mese fondamentale».

 

Parlando con il quotidiano di Confindustria, Bertelli ha spiegato come per assorbire le perdite legate alla pandemia il gruppo ha rivisto l'organizzazione del lavoro. «Ci siamo concentrati sui costi, cercando di non gravare sui dipendenti - ha dichiarato -. Ad esempio abbiamo ridotto il costo delle collezioni del 50%, diminuendo i prototipi e facendo molte più simulazioni digitali».

 

Bettelli ha confermato la sua intenzione di investire sulla manifattura, realizzando nuove fabbriche, e di non essere invece interessato a rilevare altri brand. «Investiremo 100 milioni all’anno. E la produzione made in Italy sarà sempre più importante. Per tanto tempo ho detto che quel che contava era il made in Prada, ma oggi il made in Italy non è più solo un tema di marketing, è un tema di difesa del territorio».

 

Nel lungo botta e risposta con la giornalista Sivlia Pieraccini c'è spazio anche per alcune considerazioni personali dell'imprenditore, che alla soglia dei 75 anni dice di voler «essere lucido e attivo fino alla morte» e di non aver mai pensato alla possibilità di diventare nonno.

 

Quanto al passaggio di testimone con il figlio Lorenzo, è dato per scontato da Bertelli. «Sta già lavorando in azienda. Questo è un gruppo controllato all’80% dalla famiglia (il 20% è quotato alla Borsa di Hong Kong, ndr) a chi dovrei lasciarlo?».

 

L'intervista a Patrizio Bertelli arriva in contemporanea con la notizia che Prada è il primo luxury group nel settore moda ad aderire a The Valuable 500, coalizione internazionale il cui obiettivo è quello di tendere a una sempre più radicale trasformazione delle organizzazioni aziendali a beneficio delle persone affette da disabilità.

 

Con questa scelta - si legge in un comunicato inviato dalla società - Prada riconosce espressamente il valore delle persone disabili e si impegna a inserirla nella propria agenda dedicata ai progetti in materia di inclusione e sostenibilità. L’azienda sta attualmente esplorando varie possibilità per definire un programma di attività nel lungo termine, che prenderà avvio con l’impegno di assumere persone affette da trisomia 21 (sindrome di Down), all’interno della propria rete retail in Italia.

an.bi.
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