Perdite per 317 milioni ma sale l'online (+93%)

Secondo trimestre a -34% per Adidas. Il global creative director Paul Gaudio fuori dopo un post su Instagram

Secondo trimestre ancora in sofferenza per Adidas, che archivia il periodo con una contrazione dei ricavi del 34%, a 3,57 miliardi di euro. La perdita si attesta a 317 milioni, rispetto all'utile di 532 milioni registrato un anno fa.

In controtendenza le vendite sul canale online, con un boom del +93%, che insieme alla ripresa in Cina permettono al player tedesco di formulare previsioni positive: «Da quello che sappiamo oggi, la nostra ripresa continuerà nel terzo trimestre», ha rassicurato il ceo Kasper Rorsted.

A livello geografico il fatturato è diminuito del 40,2% in Europa, a quota 844 milioni di euro, mentre nel Nord America ha perso il 38,2% a 763 milioni di euro. In forte difficoltà l'America Latina, area dove il Covid 19 si è abbattuto con violenza e ha impattato con un calo delle vendite del 63,9%, a 114 milioni di euro.

In un periodo così complesso la società è chiamata anche a dover gestire l'uscita di alcuni manager nei ruoli apicali: dopo le dimissioni nel luglio scorso di Karen Parklin, in Adidas da 20 anni e ai vertici delle risorse umane, in seguito alle critiche mosse da alcuni lavoratori neri, adesso il management perde un'altra figura chiave.

Si tratta del global creative director Paul Gaudio (nella foto), nelle fila del gruppo dall'agosto 2014, che ha fatto un passo indietro due giorni dopo aver postato un commento controverso sul suo account Instagram in merito alla vicenda di Kyle Rittenhouse, il diciassettenne bianco accusato di aver sparato e ucciso due manifestanti a Kenosha (Wisconsin) durante le proteste contro la violenza della polizia, definito da Gaudio come a sua volta «una vittima».

Tra le defezioni eccellenti c'è anche quella di Jon Wexler, general manager di Yeezy e parte del gruppo da un ventennio.

Confermato invece per altri cinque anni il ceo Kasper Rorsted, che resterà in carica fino al 31 luglio 2026.

Nelle scorse settimane ci sono stati movimenti anche nel consiglio di sorveglianza, con la nomina di Thomas Rabe, ceo di Bertelsmann, a nuovo chairman del supervisory board al posto di Igor Landau, il cui mandato è scaduto dopo 16 anni. Bodo Uebber è invece stato arruolato come presidente del comitato di revisione.

a.t.
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