Investimenti in logistica, data analytics e AI

H&M: profitti in calo del 19% ma Persson rassicura

L’introduzione di nuovi sistemi logistici all’estero causa dei problemi a Hennes & Mauritz: i profitti scendono del 19% nel terzo trimestre. Il colosso svedese del fast fashion, in fase di transizione, quantifica i costi straordinari in 400 milioni di corone svedesi per innovare la logistica in Usa, Francia, Italia e Belgio. In questi Paesi le vendite sono calate dell’8%.

«È stato fatto un intenso lavoro per correggere i problemi che ora sono stati in gran parte risolti», ha tranquillizzato il ceo Karl-Johan Persson e ha precisato: «I sistemi logistici sono parte essenziale del nostro lavoro per rendere la supply chain più veloce, flessibile ed efficiente e proseguire l’integrazione tra store fisici e online».

Gli utili del quarter terminato il 31 agosto sono diminuiti a 3,1 miliardi di corone (circa 351 milioni di euro), mentre gli analisti di FactSet prevedevano 3,2 miliardi. L’ebit ha registrato un -19,5% a 3,9 miliardi. I ricavi del periodo, come anticipato il 17 settembre, sono invece saliti a 55,8 miliardi (+9%). Le vendite online, in particolare, hanno registrato un +32%.

Nei nove mesi il fatturato è aumentato a 154 miliardi di corone (+2,9%) ma i profitti operativi sono scesi da 15,7 a 11,2 miliardi (-29%). L’utile del periodo si è ridotto a 9,1 miliardi di corone, dai precedenti 12,2 miliardi.

Nel commentare i dati, Persson ha sottolineato l’impegno del gruppo (tra i marchi in portafoglio anche Cos, & Other Stories e la new entry Afound) nello sviluppare un assortimento sempre più in linea con le crescenti aspettative dei consumatori e per offrire la migliore combinazione fra moda, qualità e prezzo, in modo sostenibile.

«Il nostro lavoro - ha puntualizzato - sta beneficiando degli investimenti negli advanced data analytics e nell’intelligenza artificiale, che coinvolgono aree come la quantificazione, l’assegnazione, il pricing e il trend forecasting».

Per tutto il 2018 H&M prevede di aprire 380 nuovi negozi fisici, soprattutto nei mercati emergenti, e di chiuderne 140 in quelli maturi. Crescono inoltre i mercati online: attualmente sono 47, ma tra la fine del 2018 e il 2019 dovrebbero essere raggiunti anche il Messico e l’Egitto (in franchising).

Le rassicurazioni di Persson e le prospettive del gruppo hanno un effetto positivo sul titolo H&M, che in tarda mattinata segna un +10% alla Borsa di Stoccolma, al prezzo di 163,82 corone svedesi per azione.

e.f.
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