Più estero e brand extension nel suo futuro

Elisabetta Franchi si quota entro giugno

«Voglio vedere il brand lontano, con o senza di me». Così Elisabetta Franchi spiega la scelta di quotarsi a Piazza Affari, nel corso del roadshow di presentazione agli investitori istituzionali e agli analisti, svoltosi in mattinata a Milano.

«In 21 anni - prosegue - ho costruito un marchio e una storia imprenditoriale con coerenza, ma non posso più raccontare questa storia da sola. La Borsa è in linea con quello che Elisabetta Franchi è oggi e vorrei che la mia visione fosse alla portata di tutti: vedo come soci i miei consumatori».

Consumatori che rappresentano un target piuttosto ampio, dalle 12enni alle 60enni, che apprezza il suo concetto di femminilità e come lo traduce con il made in Italy (l'85% delle collezioni), il posizionamento nell’entry luxury - dove il marchio cresce a un tasso doppio, del 6% circa, rispetto alla media del settore - nonché le scelte di animalista convinta.

Se a questo si aggiunge una capacità produttiva agile e flessibile, quasi a chilometro zero, che permette di realizzare i capi durante la campagna vendite e consegnare in due-tre mesi, una logistica gestita internamente - grazie a magazzini di prossimità, che facilitano i riassortimenti in stagione - un network di circa 1.200 punti vendita (di cui 82 monomarca) e una boutique online diretta, si comprende meglio perché Betty Blue, holding che controlla il marchio Elisabetta Franchi, stia crescendo a un tasso annuo composto-cagr del 6,5% (calcolato tra il 2016 e il 2018). Per quanto riguarda l’ebitda, nel triennio il cagr è stato del 7,5%, che sale all'8,5% nel caso dell’ebit e al 16,6% per gli utili.

Il fatturato previsto per la fine del 2019 ammonta a 123 milioni (+6,4% rispetto al 2018) mentre il margine operativo lordo è stimato a 23,3 milioni (+4,5%).

Lo scorso settembre Betty Blue è stata valutata 195 milioni (inclusi 5 milioni di cassa), circa 8,2 volte l’ebitda e 8,9 volte l’ebit, in occasione della presentazione dell’accordo quadro che prevede una business combination con Spactiv: quest'ultima è la spac (special purpose acquisition company) promossa da Borletti Group e Milano Capital e quotata sul mercato Aim di Borsa Italiana dal settembre 2017. 

Nell’operazione Spactiv è seguita da
 PwC Advisory per gli aspetti finanziari, Key2People per gli aspetti organizzativi, Deloitte per gli aspetti fiscali, Spafid per le relazioni societarie. Betty Blue ed Elisabetta Franchi sono state affiancate dall’advisor GDTREUbi Banca agisce da nomad e specialist di Spactiv e, insieme a Mediobanca, è stata joint global coordinator della quotazione. 

La prossima data chiave è l’assemblea della spac, in agenda il 12 febbraio: gli azionisti sono chiamati a dare l’ok alla business combination con Betty Blue, che porterà alla fusione per incorporazione della società di Granarolo Emilia nel veicolo d'investimento, previo acquisto di un massimo di 77,5 milioni di euro di azioni. 

La società post-merger assumerà la denominazione di Elisabetta Franchi Spa e dovrebbe essere collocata sul mercato Aim entro il primo semestre di quest’anno. Alla fondatrice resterà una quota di maggioranza fra il 58% e il 65% e potrà nominare cinque amministratori, tra cui il ceo, mentre altri quattro saranno di designazione dei promotori.

L'attuale ceo di Betty Blue, Enrico Mambelli, ha prospettato nel dopo-listing un rafforzamento sul mercato italiano, con aperture dirette e in franchising, e lo sviluppo dei mercati esteri (40% del fatturato nel 2018), in primis l’area Emea ma anche l’Asia. Gli Stati Uniti saranno affrontati in un ulteriore step.

L’ingresso di Spactiv permetterà di creare delle sinergie, specie sul fronte commerciale e, in particolare, per quanto riguarda i department store, come ha spiegato Paolo de Spirt, vicepresidente e ceo di Spactiv, nonché partner fondatore di Borletti Group con Maurizio Borletti (ex Rinascente e Printemps).

Nel futuro di Elisabetta Franchi ci sarà anche più e-commerce, che nel 2018 ha toccato i 6 milioni di ricavi (dai 2,6 milioni del 2017) senza partnership con piattaforme terze, con cui ora il marchio è pronto a studiare nuovi progetti. 

Sul fronte prodotto verranno ulteriormente sviluppate le proposte da giorno e l’activewear e si pensa alla customizzazione per mercati come il Nord Europa, la Russia e il Medio Oriente. In più, sono in progetto una linea proprietaria di scarpe e borse, visto anche l'appeal di questo segmento nelle vendite online, e il debutto negli occhiali e nel beauty con partner in licenza. L’idea è portare il brand a essere sempre più vicino all’alto di gamma.    

e.f.
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