Più estero e multicanalità nei piani

Miriade punta ai 70 milioni di ricavi e si aggiudica Biasia

L’inaugurazione del negozio Miriade in via Torino, a Milano (nella foto), è stata l’occasione per fare il punto sui progetti del gruppo partenopeo.

Lo store all’angolo con via Lupetta è il primo dei circa 80 monomarca dell’azienda con il nuovo layout, essenziale e flessibile per dare risalto alle collezioni di borse e scarpe prodotte in licenza e per mettere in luce le proposte del marchio proprio Miriade, che esordisce con l’estate 2019.

Il progetto più ampio è aprire una dozzina di negozi, oltre a shop in shop e corner, soprattutto nella Penisola.

Sul fronte wholesale sono almeno 1.500 i punti vendita, dove Miriade distribuisce gli accessori a marchio Roccobarocco, RB by Roccobarocco, Valentino di Mario Valentino e Yamamay.

Al cocktail party di inaugurazione, ieri sera, il direttore generale Francesco Tripodi ha anticipato che il gruppo punta ai 70 milioni di euro di ricavi per la fine del 2019.

«Un obiettivo quasi raggiunto - ha specificato Tripodi - in base ai dati a disposizione oggi».

Si tratterebbe di una crescita del 16,7%, rispetto ai 60 milioni del 2018, che aveva già mostrato un incremento a due cifre rispetto all’anno prima.

«La componente di vendite all’estero - ha aggiunto - dovrebbe salire, dal 50% attuale, grazie al peso del retail diretto». Tra i mercati più ricettivi il Medio Oriente, l’Est Europa, la Germania ma anche Francia, Regno Unito e Paesi Bassi «stanno dando risposte importanti». Inoltre è imminente il debutto della nuova piattaforma online, che permetterà anche l’e-commerce diretto, nell’ambito degli investimenti dell’azienda sul fronte omnicanalità, per una shopping experience più coinvolgente.

Il gruppo di Nola, i cui maggiori soci sono le famiglie Carlino e Cimmino (le stesse cui fanno i marchi Yamamay e Carpisa), sta anche per ampliare il suo brand portfolio. «Da martedì 16 aprile possiamo dire che ci siamo aggiudicati il marchio Biasia», afferma Tripodi.

Le borse Biasia vengono lanciante negli anni Settanta dai fratelli Francesco e Claudio Biasia, ma in seguito entrano nell’orbita del Mariella Burani Fashion Group. L’opportunità di risorgere dal fallimento del gruppo reggiano arriva nel 2011 con l’acquisizione della label da parte del produttore toscano di borse Braccialini. Lo stesso che nel 2015 ne affida la licenza alla stessa Miriade, ma che all’inizio del 2018 si trova a dover dichiarare fallimento. La vendita di Biasia viene disposta dal Tribunale di Firenze agli inizi di aprile con prezzo base di 435mila euro.   

«Ora - conclude Tripodi - ci mettiamo al lavoro per il rilancio, per raccontare una bella storia. Abbiamo già in progetto di realizzare pure le calzature».

e.f.
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