Più Europa e Cina nei piani

Distretto 12 punta al raddoppio del fatturato

Il marchio made in Tuscany, Distretto 12, cresce a ritmo accelerato e prepara l’espansione all’estero, che oggi rappresenta il 35% dei ricavi, contro il 65% venduto in Italia.

«L’idea è ribaltare queste percentuali grazie a nuovi progetti di internazionalizzazione - anticipa Alessandro Hong, uno dei titolari, ieri a Milano per un press day -. Siamo appena entrati nella showroom Fashion Club 70, ad Anversa, per espanderci in Benelux. Stiamo spaziando in Francia e Scandinavia e abbiamo in valutazione diverse opzioni per aprire una showroom a Shanghai, da cui iniziare la distribuzione in Oriente».

Dal lancio nel 2015 a oggi Distretto 12 resta soprattutto un marchio di abbigliamento maschile ma sta muovendo i primi passi anche nel womenswear. A partire dai capispalla, arrivati alla terza stagione e a coprire un terzo circa del fatturato della label, ma che in futuro dovrebbero diventare un total look come l’uomo.

Nel 2018 il brand ha raggiunto i 2,1 milioni di euro di vendite, dai 900mila euro del 2017 e nei piani di Hong dovrebbe sfiorare i 4 milioni per la fine di quest’anno.

«Adesso stiamo potenziando il commerciale - racconta - ma al momento giusto potremmo decidere di aprire un nostro monomarca». Per ora è un progetto prematuro così come l’e-commerce diretto: attualmente le collezioni sono vendute online da piattaforme specializzate come yoox.com o dai wholesaler.

Alla base c’è la volontà di non volersi mettere in competizione con i buyer che stanno apprezzando la label per il buon rapporto qualità/prezzo, i materiali (per lo più del distretto pratese) e il design contemporaneo. Tra i capi con cui Distretto 12 si è fatto notare c’è una giacca smart, che grazie a due bretelle elastiche cucite al suo interno, può essere portata sulle spalle come uno zainetto (nella foto).

«Sono proposte di primo prezzo per store di target medio-alto - precisa Hong -. Un lusso accessibile che permette margini interessati, grazie al fatto che l'intero ciclo produttivo viene gestito internamente».

La casa madre del marchio è il Gruppo Y.L., con sede a Prato, che dal 2011 produce abbigliamento maschile in conto terzi, con focus su giacche e capispalla decostruiti, in tessuti a maglia e navetta. Controllata da tre soci italo-cinesi, ha chiuso il 2018 con 6,6 milioni di fatturato, più che raddoppiato dai 2,7 milioni del 2017.

e.f.
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