Piani ambiziosi per il 2030 con ReHub

Rifiuti tessili: Euratex prospetta il primo impianto per il riciclo nel 2024

L’intenzione di realizzare una serie di hub per il riciclo del tessile europeo era stata annunciata da Euratex nel novembre 2020 sotto la presidenza di Alberto Paccanelli. Ora il progetto, denominato ReHub-European Textile Recycling Hub, va avanti e la confederazione europea del tessile-abbigliamento, che ha appena riconfermato Paccanelli al vertice, prospetta la costruzione di un primo impianto dalla capacità di 50mila tonnellate entro il 2024, sotto la guida del partner specializzato Texaid Ag.

L’iniziativa e stata presentata dal presidente di Euratex di recente a Francoforte, in occasione della manifestazione Techtextil, fornendo numeri problematici che riguardano i rifiuti tessili: in un anno se ne contano circa 7-7,5 milioni di tonnellate in Europa e soltanto il 30-35% viene raccolto in modo differenziato.

Per il 2030 il volume è previsto salire a 8,5-9 milioni di tonnellate ma si presume che la percentuale differenziata aumenti, tenendo presente che entro i prossimi due anni, stando alla European Waste Law, tutti gli stati Ue dovranno raccogliere separatamente i rifiuti tessili (in Italia la raccolta differenziata è partita già dal primo gennaio 2022, ma una struttura unica ancora non c’è, vedi anche Fashion N.2, pag.42-46).

A oggi la principale fonte di rifiuti tessili è domestica (85%) e circa il 99% è stata realizzata con fibre al primo utilizzo e non riciclate.

«Riteniamo che per raggiungere un tasso di riciclo fiber-to-fiber compreso tra il 18 e il 26% circa entro il 2030, sarà necessario un investimento tra 6 e 7 miliardi di euro su scala europea, potenziando un sufficiente numero di infrastrutture di smistamento e trattamento – ha dichiarato Paccanelli -. Il valore economico, sociale e ambientale potrebbe raggiungere la cifra di 3,5-4,5 miliardi di euro entro il 2030».

«Una volta portata a regime - ha aggiunto - l'industria del riciclo tessile potrebbe generare un turnover di 6-8 miliardi di euro e creare circa 15.000 nuovi posti di lavoro diretti entro il 2030».

Questo mese di giugno è stato completato il primo ReHubs Techno Economic Master Study (con il supporto di aziende tra cui Ratti, Radici Group, Marchi & Fildi, Lenzing, Inditex e Decathlon), che mette in luce le figure chiave e le opzioni per collaborare a una soluzione di impatto a livello europeo.

Per ReHubs si apre quindi la strada a una roadmap europea per il riciclo dei tessili che proponga obiettivi e risultati chiave, per riciclare fiber-to-fiber 2,5 milioni di tonnellate di rifiuti tessili entro il 2030. Euratex prefigura un hub pilota, che vede la collaborazione di grandi player e Pmi della catena del valore del riciclo dei tessili in Europa e parla di un primo portfolio concreto di quattro progetti in fase di lancio rispettivamente per trasformare i rifiuti tessili in materia prima, aumentare l’adozione di fibre riciclate meccanicamente all’interno della catena del valore, accrescere la capacità di riciclo termomeccanico, risolvendo le sfide tecniche e creare capsule collection con prodotti riciclati post-consumo.

e.f.
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