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Dondup: «Ora per il kid più estero e in vista ricavi al raddoppio»

Francesco Guazzelli

Matteo Marzotto e Marco Casoni, rispettivamente presidente e ceo di Dondup, hanno presentato oggi, 22 giugno, il nuovo corso del childrenswear del marchio da 58 milioni di fatturato, di cui il 30% realizzato all’estero, spiegando le ragioni del ritorno inhouse di questa parte del business.

A partire dalla primavera-estate 2019 l’azienda gestirà infatti direttamente lo stile della linea under 14, nata 12 anni fa, in tutte le sue componenti, la distribuzione e la comunicazione, mantenendo Gimel come partner produttivo, tranne che per il denimwear.

«Un tassello di una strategia più ampia - ha spiegato Marzotto, entrato in Dondup nel settembre 2016 - all’interno di un percorso di turnaround di questa realtà da familiare a managerializzata, con un’attenzione sempre più forte verso l’internazionalità del brand».

«Abbiamo ripensato il timing e lo sviluppo delle collezioni Dondup e investito in risorse, insieme a L Catterton (socio di maggioranza al 91%, ndr), per proiettare nel futuro il lavoro meraviglioso che era stato fatto dai fondatori (Massimo Berloni e Manuela Mariotti, ndr) - ha proseguito l’imprenditore - basandoci su una storia vera, che l’estero ha voglia di ascoltare».

«Ora possiamo dire di essere entrati nella fase due - ha sottolineato - guadagnando posizioni in mercati come il Far East e l’America e mettendoci sempre la faccia, anche perché l’impegno in Dondup nasce da una promessa che avevo fatto a suo tempo a mia madre, quella di rientrare nel mondo della moda».

Marco Casoni si è riallacciato alle parole di Marzotto: «Abbiamo cominciato a riportare a casa la distribuzione del marchio, prima gestita da sette agenti, avviato due showroom a Roma e Milano, cui si è aggiunta quella di Monaco. Del nostro iter innovativo è entrato a fare parte il digitale, con l’e-commerce e la comunicazione online, anche tramite il magazine D360, mentre il prodotto si è fatto più contemporary, investendo sul nostro studio creativo».

Casoni ha accennato alle nuove sfide in aree come gli Usa e la Corea, alle soddisfazioni raccolte in Middle East e al buon riscontro in Giappone.

«Due anni fa - ha aggiunto - abbiamo avviato l’intesa per il bimbo con un ottimo partner, Gimel, e ottenuto validi risultati. Ora il nostro kidswear apre un nuovo capitolo: distribuito in 150 negozi nel canale wholesale tra Italia ed estero, può consolidarsi sul nostro territorio e crescere oltreconfine, in modo da realizzare l’obiettivo di portare la percentuale sui ricavi complessivi di Dondup dal 5% al 10% in tre anni».

«Il bimbo - ha anticipato - sarà presente nel nostro e-commerce e nel flagship di via della Spiga 50 a Milano».

«Una città, quest’ultima, che è vitale, anche se è altrettanto importante per noi essere radicati a Fossombrone, il fulcro di Dondup - ha concluso Matteo Marzotto - in un’Italia che rappresenta non tanti distretti diversi, ma un unico distretto produttivo, senza eguali al mondo».

a.b.
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