PITTI BIMBO 88

Alessandra Chiavelli (Il Gufo): «A Firenze per fare sistema»

Big event ieri sera (17 gennaio) per Il Gufo alla Stazione Leopolda, appuntamento che ha segnato la rentrée del marchio di childrenswear nel palinsesto del calendario fiorentino. Per l'occasione la ceo Alessandra Chiavelli ha raccontato gli sviluppi del brand, che prosegue nel suo percorso di internazionalizzazione e digitalizzazione, con l'e-commerce che corre a doppia cifra.

Come è andato il 2018?
Chiuderemo il 2018 a quota 31 milioni di fatturato, confermando la performance dell'anno precedente. L'andamento flat è determinato da un quarto trimestre sotto le attese, dove il clima mite e una certa tensione sui mercati internazionali non hanno aiutato. Degni di nota i risultati del canale online, che ha registrato una crescita superiore al 30% rispetto all'anno scorso, e del retail, che ha visto un dicembre nettamente al di sopra delle aspettative.

Quanto incide l'export e in quali Paesi state investendo?
L'estero incide ormai per quasi il 60% sul fatturato dell'azienda, con la Russia che continua a essere il mercato di riferimento, mantenendo performance brillanti. Nel 2019 sono previsti obiettivi di ulteriore crescita anche per Medio Oriente e Cina, dove proseguono gli investimenti a sostegno della distribuzione, attraverso l'apertura di nuovi franchising e grazie alla notorietà apportata al brand da progetti di marketing e comunicazione. Una piccola anticipazione: in primavera è previsto l'opening di una boutique Il Gufo a Kuwait City, all'interno dell'esclusivo mall The Avenues. Abbiamo da poco aperto i nostri account ufficiali sui social media e i motori di ricerca cinesi per favorire la brand awareness a livello locale e per condividere in maniera diretta la nostra shopping experience con i turisti asiatici che ci comprano nel mondo. 

Dopo piazze strategiche come Parigi, New York e Londra, avete altri progetti retail?
In questo momento le nostre attenzioni sono tutte dedicate alla recente apertura di Londra e all'imminente trasloco della boutique di New York. La nuova location si trova ancora in Madison avenue, ma con una superficie triplicata e un progetto espositivio dove i canoni tradizionali del brand vengono rivisitati attraverso materiali nuovi, per un'immagine più allineata al contenuto dei capi e al valore della filiera da cui provengono.

E-commerce e digitale: come vi state muovendo?
A oggi le vendite provenienti dall'e-commerce del brand incidono per il 6% sul fatturato retail e con la comunicazione digitale stanno rappresentano aree sempre più strategiche e funzionali alla crescita del giro d'affari. Continuiamo a credere in un media mix dove la stampa resta presente, con una programmazione che ci permette di essere incisivi su più livelli in base alla penetrazione del marchio nei vari Paesi. La tendenza va comunque verso un graduale aumento degli investimenti destinati ai social media e alle attività di influencer marketing.

Il Gufo è tornato a sfilare a Firenze dopo due stagioni a Milano...
Non abbiamo mai abbandonato l'idea di sfilare a Firenze, anzi. Per noi tradizione e innovazione muovono tutti gli ingranaggi del brand. Firenze ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella storia del Gufo. La scelta di sfilare durante Pitti Bimbo, dopo un anno di eventi milanesi, risiede nel valore che vediamo nella fiera, nel desiderio di fare sistema con gli altri player del settore e nel piacere di organizzare una sfilata che sia più vicina ai nostri buyer storici.

a.t.
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