PITTI BIMBO 89

Il Gufo: «I nostri bambini vestiti da bambini alla conquista del mondo»

Bambini dal look urban active con skate sotto il braccio, cuffie e gomma da masticare che come per magia scivolano dentro l'atmosfera incantata di un giardino segreto, dove recuperare il contatto con la natura: questo il fil rouge del fashion show de Il Gufo, on stage ieri sera alle Serre Torrigiani di Firenze, come racconta a fashionmagazine.it la ceo Alessandra Chiavelli.

Qual è il mood della collezione?

Siamo partiti dall'idea di un giardino nascosto e di una porta oltre la quale si rivela un mondo incantato. L’elemento naturale è però preceduto da un momento totalmente antitetico, dove lo spirito metropolitano si esprime con un’energia dirompente. L’antitesi tra urbano e bucolico è tradotta in una collezione dapprima ricca di inaspettati contrasti nelle forme e nelle grafiche, che si ingentilisce successivamente rivelando un carattere romantico e morbido, nelle tonalità e nei tessuti. Una dicotomia di linguaggi opposti e complementari che arricchisce la collezione rendendola ancora una volta unica. 

Parliamo di business. Com'è iniziato il 2019?

Con importanti novità: in primis la preannunciata relocation della boutique di New York, in uno spazio triplicato e con un concept di design più ricercato, e poi l’apertura del primo monomarca a Kuwait City, in partnership con un gruppo presente in loco dal 1972, situato all’interno di The Avenues, uno dei più grandi e prestigiosi shopping mall al mondo. In Europa stiamo invece rafforzando la nostra presenza con l’apertura di un corner presso Galeries Lafayette, prevista per il prossimo autunno-inverno e inserita all’interno di un innovativo concept kidswear nella sede storica di boulevard Haussmann.

Per Il Gufo l'estero è sempre più importante. Quali i mercati più ricettivi?

L’export incide ormai per quasi il 70% sul fatturato aziendale, con la Russia che rimane il mercato più ricettivo e dove la brand awareness si consolida di stagione in stagione. Anche la Gran Bretagna è un'area degna di nota, con un turnover che è il frutto di un mix virtuoso tra online pure player, department store, piccola distribuzione e, ultimo ma non meno rilevante, una boutique monomarca che ha poco più di un anno di vita. Un altro Paese che corre in Europa è la Germania, grazie in primis alle performance del canale online. L’Asia rimane invece una regione sulla quale puntare per rafforzare la presenza del marchio nel prossimo futuro. Ottimi i risultati in Corea, dove il brand è sempre più apprezzato e la sinergia con il distributore locale ha portato a un incremento del turnover pari al 17% nell’ultimo anno, con la prospettiva della possibile apertura di una boutique a Seoul. Dati e progetti molto positivi controbilanciati tuttavia da una fase di poca dinamicità del mercato italiano, che porta a mantenere le previsioni di fatturato dell’anno 2019 al pari dei risultati del 2018, a quota 31 milioni.

Come va l'e-commerce?

Il canale online per Il Gufo è una componente irrinunciabile della customer journey e i dati dei primi mesi del 2019 sono positivi: il periodo gennaio-maggio ha registrato un +20% di fatturato rispetto allo scorso anno, con l’Italia che si posiziona al primo posto per valore totale di transazioni, seguita da Usa e Germania. L’obiettivo è quello di mantenere questo trend di crescita, anche grazie a una comunicazione digitale che metta in luce gli aspetti unici legati al prodotto e al savoir faire, esaltando il legame tra valori e storia del brand e che trasmetta desiderabilità attraverso le qualità intrinseche dei capi di collezione. Oggi più che mai è importante per noi veicolare autenticità e coerenza - valori nei quali ci riconosciamo - soprattutto attraverso canali così diretti e immediati, ma anche infinitamente mutabili, come quelli digitali.

a.t.
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