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Cariaggi: Usa, Giappone, Francia e Cina locomotive della crescita

Stati Uniti, Giappone, Cina e Francia sono stati i motori della crescita di Cariaggi nel 2018.  Come racconta Cristiana Cariaggi, consigliere di amministrazione dell'azienda marchigiana presente in questi giorni a Pitti Filati, «non possiamo definire che brillantissimo l'anno appena concluso, a quota 101 milioni di euro di ricavi, in aumento del 17% su un 2017 che ci aveva già dato soddisfazioni, chiudendosi a 86 milioni di euro».

«Fermo restando il ruolo dell'Italia come mercato principale - aggiunge la manager - gli States sono progrediti del 10% e la Francia quasi del 54%. L'incremento registrato in Giappone ha sfiorato il 42% e la Cina ha fatto addirittura un balzo del 145%».

«Stiamo lavorando molto bene all'attuale edizione di Pitti Filati - sottolinea - nonostante sia dedicata alla primavera-estate, stagione che per noi che lavoriamo molto sul cashmere è meno incisiva dell'inverno, ma che affrontiamo utilizzando questa fibra nobile in pesi leggeri, insieme a cotone e lino di alta qualità. Quello che notiamo tra la clientela è la ricerca sempre più mirata di prodotti di valore e di nicchia, per i quali il fattore prezzo passa in secondo piano».

Una tendenza che avvantaggia Cariaggi: «Essere in prima linea nell'innovazione, nel servizio e nella sostenibilità è frutto di un impegno consistente, ma ci ripaga con l'apprezzamento da parte della clientela di target alto».

Tra le proposte della collezione Spring-Summer 2020 esposte in Fortezza da Basso spiccano Magic (nella foto), filato pettinato in 70% cashmere con un 30% di seta e una manciata di paillette dello spessore di appena un millimetro, ed Euphoria, un altro filato pettinato con effetto crêpe, in 70% Belize Cotton, 30% seta e ancora paillette, per una collezione che gioca su tonalità e giochi di luce particolari.

a.b.
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