PITTI UOMO 94

Lerario (Tagliatore): «Con i capi in pelle torniamo alle origini»

Noto per le sue giacche maschili, Pino Lerario, titolare e direttore creativo di Tagliatore, lavora da tempo a un progetto di brand extension. E dopo cravatte, pochette, polo, camicie, maglieria, pantaloni e, recentissime, le scarpe, è il momento dei capi in pelle, al debutto a Pitti Uomo.

Per l'imprenditore pugliese si tratta di un ritorno alle origini, ai tempi in cui il nonno lavorava i pellami nel suo laboratorio di calzoleria. Nasce così il nuovo progetto: otto capispalla tra modelli aviator, versioni chiodo e bomber, più tre borse.

«Ci avvarremo della preziosa collaborazione di un’azienda artigianale toscana» spiega Lerario. «I capi - prosegue - sono realizzati in materiali pregiati come fiore di agnello naturale, washed o con effetto scamosciato, arricchiti da dettagli sartoriali, tasche applicate e zip logate. Lo stile e le forme ricalcano i fit della collezione Tagliatore, con prezzi in linea con l’offerta del capospalla».

Il progetto di brand extension mira a rafforzare l’affezione al marchio da parte della clientela. E i risultati si vedono: «Il fatturato raggiunto con le linee di calzature, maglieria e pantaloni nell’ultimo anno ammonta a circa 1,5 milioni di euro, con un’incidenza del 6% sul fatturato globale. Una percentuale in costante crescita» sottolinea Lerario.

Nel 2017 il giro di affari di Tagliatore è stato di 22,5 milioni, con la previsione di chiudere l'anno con un +5%. I mercati di riferimento sono l’Italia, che vale il 50% del turnover, il Giappone (18%), la Germania (10%). A seguire Austria, Svizzera, Canada, Olanda, Svezia, Norvegia, Danimarca, Turchia e Corea del Sud.

c.me.
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