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Roberto Cavalli: Paul Surridge alla prova dell'uomo

Quella che si disputa a Firenze domani (13 giugno) è una partita decisiva nel percorso di rilancio della Roberto Cavalli. Dalla sua, la griffe fiorentina ha due vantaggi: un match che si gioca in casa, proprio nella città natale del brand, e soprattutto il fatto che il menswear è nel dna del direttore creativo, ex stilista di ZZegna, oltre che di Jil Sander, dove è stato design director dell'uomo sotto Raf Simons.

Parliamo di Paul Surridge, da maggio 2017 al timone creativo di tutte le linee del brand nell'orbita di Clessidra. Dopo il primo test con la sfilata co-ed a Milano Moda Donna dello scorso febbraio, questa volta lo stilista ha infatti la possibilità di far fruttare tutta la sua expertise nell'abbigliamento uomo di Cavalli.

L'appuntamento si preannuncia un big event, a partire dalla location: il Monastero della Certosa. Tuttavia è facile immaginare che Surridge ridefinirà i codici del menwear in chiave minimal e più contemporanea, dopo la svolta impressa al womenswear, rivoluzionato nel segno della pulizia e dell'essenzialità, abolendo eccessi, sbavature ed iperdecorativismi.

Del resto, la sua visione pragmatica, dove creatività e sartorialità fanno tutt'uno con la funzionalità, avevano proprio lo scopo di creare una cesura, pur nel rispetto dell'heritage, nella narrazione della griffe, negli ultimi anni fiaccata da conti in rosso e da perdite, oltre che nel fatturato, anche nell'appeal.

«Lo sviluppo dell'abbigliamento maschile è una grande opportunità di business per la Cavalli e il talento, la visione e l'esperienza di Paul, di scena a Pitti Uomo, costituiscono la base di partenza ideale», commenta il ceo Gian Giacomo Ferraris.

Se il compito di "ricaricare" lo stile spetta a Surridge - che promette di «abbinare allo streetwear la sensibilità, in un'alchimia di rock, skater style e matrice artigianale» -, al top manager compete quello del risanamento di un'azienda che nel 2017 ha registrato ancora performance negative (152,4 milioni di euro il fatturato, in flessione dell'1,8%), ma nel segno di una stabililizzazione dopo alcuni anni con tassi di decrescita a doppia cifra.

In occasione della pubblicazione del fiscal year, Ferraris si è detto ottimista: «Siamo soddisfatti - ha detto - dei risultati dell'ultima campagna vendite (quella che ha sfilato a Milano per l'autunno-inverno 2018/2019, ndr).

Oltre a crescere del 15% su scala mondiale, siamo di nuovo presenti nei migliori concept e department store, che sono tornati a scegliere Cavalli dopo sole due sfilate con la direzione creativa di Paul Surridge». A tutto beneficio dei conti che, ha confermato il ceo, torneranno in nero nel 2018.

a.t.
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