Pitti Uomo 96

Harmont & Blaine verso i 100 milioni e a Firenze testa la formula Fuorisalone

Il giardino di uno storico Palazzo nel cuore di Firenze al posto di uno stand di una fiera. È questa la scelta seguita per questa stagione da Harmont &Blaine, che ha deciso di non presentare la nuova collezione SS2020 dentro i padiglioni di Pitti Uomo, ma all'interno di Palazzo Budini-Gattai. «Volevamo un contenitore più distintivo, che elevasse l'immagine del nostro marchio e ci siamo riusciti», spiega Daniele Ondeggia, coo dell'azienda di abbigliamento.

 

La location è stata utilizzata non solo per il party della sera del 12 giugno, ma anche per incontrare durante i giorni di manifestazione i clienti e stampa. «Abbiamo portato la formula del Fuorisalone a Firenze - prosegue Ondeggia -. Ovviamente questa scelta ci ha imposto una forte organizzazione per assicurarci la presenza di tutti i nostri stakeholder, che non sono mancati».

 

Ancora presto per stabilire se l'idea di presentare a Firenze fuori da Pitti Uomo diventerà una costante per Harmont & Blaine o se per il brand si riapriranno presto le porte della Fortezza da Basso. «I riscontri iniziali - ha proseguito il manager - sono positivi, ma c'è tempo per decidere. La collezione poi è piaciuta molto e questo ci rende ancora più fiduciosi».

 

L'ottimismo per Harmont & Blaine non è legata solo alla trasferta fiorentina, ma anche dall'andamento delle vendite di questa prima parte del 2019 che si preannuncia positivo con un incremento in linea con quello del 2018 (+9%) quando il fatturato di gruppo aveva toccato 93 milioni di euro.

 

«Prevediamo una crescita netta - spiega Ondeggia - che ci permetterà di superare la soglia dei 100 milioni di fatturato, che è l'obiettivo che ci siamo prefissati per fine anno».

 

Un ruolo centrale verso il raggiungimento dell'obiettivo di vendite l'avrà l'Italia, che resta il primo mercato e continua a crescere. «Per questo - anticipa - abbiamo pianificato nuove aperture, una delle quali potrebbe arrivare molto presto in una città di primaria importanza sul fronte turistico e non solo».

 

Dinamica resta la Spagna, ormai secondo mercato del brand dove sono già attivi 26 shop in shop, grazie alla partnership con la catena di grandi magazzini El Cortes Inglés, a cui se ne aggiungeranno altri tre a breve. «In più - dice il manager - stiamo valutando investimenti retail».

 

Il Messico sta performando, così come cresce la Cina, già a quota 13 monomarca di cui due a Shanghai. «Ma ora - conclude il coo - è il momento di concentrarci sull'online, che migliora anno dopo anno a tassi del +40% e ormai sta raggiungendo valori di vendite interessanti».

an.bi.
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