Pitti Uomo 97

Enzo Fusco brinda ai 20 anni di Fgf Industry a Firenze. E a Milano lancia B+Plus

Per il 20esimo anniversario Fgf Industry porta a Pitti Uomo la mostra Human Landscapes: un viaggio negli States attraverso le foto di James Mollison, che si è inaugurata ieri 7 gennaio alla Dogana e che resta aperta al pubblico fino al 10. Un momento di bilanci ma anche di nuovi progetti per Enzo Fusco, il patron dell’azienda cui fa capo il marchio Blauer, che a Milano Moda Uomo sarà in pista con una special capsule.

 

La mostra presenta una suggestiva selezione delle immagini scattate negli Stati Uniti per le ultime quattro campagne di Blauer. Un itinerario on the road realizzato dal fotografo britannico James Mollison, che grazie a paesaggi e personaggi autentici ricostruisce uno spaccato dell’America dei nostri giorni.

 

«Tenere viva un’azienda per 20 anni e con lei il marchio Blauer è un bel risultato - racconta a fashionmagazine.it Enzo Fusco -.  Non ci  dimentichiamo che l’abbigliamento di Blauer l’ho inventato io: prima il brand era conosciuto come fornitore delle forze dell’ordine americane. Sono stati anni di successi, ma abbiamo avuto anche periodi di crisi. Oggi Blauer è una linea apprezzata e che ci fa guadagnare. Abbiamo un sell-out prima dei saldi che in media si attesta sul 65/70%, con punte del 90%».

 

Un dinamismo che si legge nei dati di chiusura del 2019. «Il turnover, comprese le licenze che valgono 9 milioni di euro, supererà i 60 milioni di euro, con l’ebitda che raggiunge il 20% - rivela Fusco -. Una progressione significativa, rispetto ai 52 milioni del 2018, comprese le licenze. Abbiamo circa 100 dipendenti e diamo lavoro a 30 aziende».

 

Tra gli obiettivi di Fusco c'è l'internazionalizzazione: il marchio realizza oggi il 40% del turnover oltrefrontiera, ma punta a crescere ancora. «Stiamo entrando in nuovi mercati, come Canada, Stati Uniti, Uk e Scandinavia e contiamo di fare bene anche in Francia, dove siamo approdati di recente», rivela Fusco, che ha in mente dei progetti anche sul fronte retail.

 

«Oggi - spiega - abbiamo sei monomarca in Italia e uno a Praga. Mi piacerebbe piantare bandierine nelle principali città dal mondo: un’avventura rischiosa oggi. Perciò sto valutando un accordo con una realtà di Roma, che si occuperebbe di gestire questo aspetto».

 

Nel mirino c'è anche il prodotto: «Siamo in una fase di upgrading e per questo stiamo razionalizzando il network italiano, che oggi conta 900 vetrine, con l’obiettivo di scremarne circa 150. Il prodotto sta evolvendo a livello qualitativo per intercettare i gusti dei consumatori stranieri, che non hanno problemi di cartellino. Anche il sito di e-commerce ci sta dando soddisfazioni, con una crescita dai 3 milioni e 700mila euro dello scorso anno ai 4,5 milioni previsti per fine 2019».

 

Intanto è imminente il varo di un inedito progetto, che vedrà la luce a Milano, l'11 gennaio, al Moebius di via Alfredo Cappellini: «Presentiamo una capsule speciale destinata ai nostri 200 top client nel mondo, battezzata B+Plus: 15 capi disegnati da uno stilista giapponese, il cui nome per il momento è top secret».

 

L'azienda, il cui fatturato è rappresentato per il 90% da Blauer, produce anche il marchio Ten C, «uno sportswear deluxe con un grande potenziale, che siamo sicuri di esprimere appieno nelle prossime stagioni». Ma vanno tenuti d’occhio anche Prince Tees, venduta solo online, e Bpd.

c.me.
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