Pitti Uomo 97

Per Trussardi tante colab e la semplificazione delle linee. Mandelli: «Così torniamo a crescere»

Dopo diverse stagioni, passate per lo più a sfilare a Milano, Trussardi torna a Pitti Uomo. Il ritorno a Firenze, con uno stand allestito all’interno del Cortile del Teatrino, segna un vero e proprio punto di svolta che, a livello di prodotto, il marchio intende affrontare con le Beautiful Minds.

«Si tratta di un percorso di collaborazioni a più livelli con alcuni selezionati talenti creativi, che gravitano attorno al mondo della moda e del lifestyle. Il primo della serie è con Giorgio Di Salvo, direttore creativo di United Standard, che ha firmato la collezione autunno-inverno 2020/2021 presentata a Pitti», spiega Maela Mandelli nominata amministratore delegato di Trussardi, che dal 2019 è controllato al 60% dal fondo QuattroR (il restante 40% è in mano a Tomaso Trussardi).

«A febbraio - anticipa la manager, che in passato ha lavorato per marchi come Nike, Diesel e per il gruppo Pvh - ci sarà una colab con una designer per la collezione donna, mentre a marzo sarà la volta della collezione di accessori in partnership con le stiliste Giulia e Camilla Venturini. A seguire, abbiamo in cantiere progetti che coinvolgeranno dei graffiti artist».

Ma l'offerta Trussardi non si limiterà solo alle collaborazioni con le Beautiful Minds, Mandelli ha infatti messo a punto una struttura di collezione che prevede tre segmenti di prodotto, sotto l'ombrello di Trussardi.

«In realtà, per avere questo assetto di un unico marchio dovremmo attendere un paio di stagioni - continua l'a.d. - fino ad allora tutta la parte più affordable manterrà l'etichetta Trussardi Jeans».

«Inoltre - aggiunge - ci sarà una parte denominata Icons, che racchiuderà i nostri prodotti iconici rivisitati in chiave contemporanea e, infine, le capsule premium delle Beautiful Minds. Tutte queste anime convivranno in maniera naturale in una collezione unica, nel segno dell'inclusive luxury».

Ma se per vedere una sola etichetta sui capi Trussardi si dovrà attendere ancora un po', è già iniziata dal 2019 la trasformazione del network retail monomarca, che d'ora in poi saranno caratterizzati dalla sola insegna Trussardi.

«Attualmente - fa il punto Mandelli - abbiamo circa 150 negozi diretti nel mondo e 50 in franchising, ma siamo già impegnati in un'operazione di cleaning up, che ci porterà a riposizionare alcuni punti vendita e a eliminare location poco strategiche».

Ma nonostante la selezione in corso, che riguarda anche i nostri partner wholesale, «da ottobre a dicembre dell'anno scorso abbiamo constatato un incremento delle vendite del 15%. Un trend su cui scommettiamo anche per il 2020, che prevediamo di chiudere con una crescita strong single digit», conclude la manager.

an.bi.
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