Pitti Uomo 97

Sergio Tacchini: al via il new deal, tra innovazione digital e heritage

Sergio Tacchini ha scelto la ribalta di Pitti Uomo per presentare il nuovo corso del marchio. Di scena ieri sera, 8 gennaio, al Tepidarium del Roster un evento dedicato alla label nata nel 1966, passata di recente sotto una nuova ownersip e con la direzione creativa di Dao-Yi Chow, co-fondatore di Public School.

Ne parla a fashionmagazine.it l’attuale ceo Stefano Maroni, fondatore ed ex ceo della società Gmi Usa, che orbita nel mondo delle licenze, il quale ha investito nel marchio insieme ai due fondi americani Twins Lakes Capital e B. Riley Principal Investments.

«Negli ultimi mesi - spiega - abbiamo creato un team giovane, che ha voglia di innovare ed è vicino al mondo digitale. Si parte dal prodotto e dal modo di comunicarlo».

«Punteremo sui capisaldi come track jacket, track suit, polo, T-shirt e felpe, interpretati in un’ottica lifestyle, con il mondo tennis, che coprirà un 5-10% della collezione».

«L’obiettivo - prosegue - è rimandere fedeli al dna della label, tornando alla Sergio Tacchini degli anni Ottanta-Novanta, quando era sinonimo di qualità e di stile made in Italy. Un brand che ha attraversato con forza movimenti come la Terrace Culture in Gran Bretagna negli anni 70/80 oppure l’hip-hop americano negli anni Ottanta. C’è davvero tanto da raccontare».

Oggi il brand ha eletto gli States come propria dimora: lo stile ha il cuore operativo a New York, mentre a Los Angeles si fa affidamento su un ufficio legato al mondo delle celebrity e della musica. Ma l'Italia ha ancora un ruolo importante: «Nel capoluogo lombardo resta la sede di via Savona con l’archivio e la showroom e presto, sempre a Milano, prenderemo un’agenzia di pr e comunicazione per l’Europa», sottolinea Maroni.

«La grande scommessa in questo momento sono gli Stati Uniti, dove abbiamo una pagina bianca da riempire e dove prevediamo risultati veloci - puntualizza l'a.d. -. In Europa e in altre parti del mondo ci sarà un graduale riposizionamento. L’obiettivo è l’innalzamento dell’immagine e del livello del prodotto, a cui corrisponderà un lieve aumento dei prezzi. Ma rimarremo sempre nella sfera dell’affordable».

La partecipazione al salone rappresenta per Sergio Tacchini lo start per nuovi progetti, tra cui la riformulazione della pagina Instagram e il rilancio dell’e-commerce, a partire dall’1 febbraio.

«Avremo due piattaforme distributive in Europa e America, dopo la precedente gestione centralizzata su Milano - ribadisce il top executive -. Il new deal comporta l’espansione a livello logistico, di funzionalità e di contenuti. Il digitale è il punto focale dell’azienda e sarà il motore del cambiamento, grazie anche all’investimento sui social».

Sotto la precedente gestione, la Wintex Italia, Sergio Tacchini fatturava 50 milioni nel 2018, con la previsione di arrivare a 55 nel 2019, ma Maroni non azzarda previsioni: «Per il momento è presto per parlare di numeri, anche se non vedo una flessione del business».

Il testo integrale dell'intervista è pubblicato sul numero di Fashion in distribuzione a Pitti Uomo e a Milano Moda Uomo.


Pitti Uomo 97: L'evento "Impossible Angle" di Sergio Tacchini al Tepidarium del Roster



c.me.
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