pitti uomo

Bagutta in piena (R)evolution. E in febbraio svela il nuovo store milanese

Il progetto (R)evolution di Bagutta compie un anno e il bilancio è più che positivo per lo storico marchio di camiceria, i cui ricavi nel 2017 sono cresciuti del 25%, con la prospettiva di un ulteriore incremento nel nuovo fiscal year. In scena a Pitti Uomo proposte all'insegna di un potenziamento dello studio tessile e di una cura maniacale dei dettagli. Pensando a fine febbraio, quando a Milano verrà svelato il nuovo look del monomarca nel Quadrilatero milanese.

 

In un'intervista pubblicata su Fashion - in distribuzione a Pitti Uomo e a Milano Moda Uomo, oltre che nei circuiti abituali - il ceo Antonio Gavazzeni e il direttore generale Mario Stefano Maran fanno il punto sulla (R)evolution del brand, inserito in una realtà da 30 milioni di euro di ricavi, nel nome di un rafforzamento dell'identità e della qualità, sostenuto da investimenti importanti sul fronte della ricerca (si parla di circa 1 milione di euro l'anno).

 

In primo piano un'offerta che valorizza l'identità del marchio anche attraverso la suddivisione in diverse occasioni d'uso - con Bagutta First Dressing Choice, Bagutta Milano, Bagutta The Shirt e Bagutta Contemporary - e un'attenta selezione nel canale wholesale, che per la label è di vitale importanza, grazie alla presenza nei migliori negozi italiani ed stranieri (rispettivamente 280 e 180).

 

Non solo: a segnare il new deal ha contribuito anche il lancio della collaborazione con l'imprenditore, talent scout e influencer Alessandro Squarzi, con la capsule collection Baguttaalessandrosquarzi, presentata lo scorso giugno e di ritorno ora a Firenze.

 

Un'intesa che, come spiega Mario Stefano Maran, nasce dall'affinità reale e non di facciata con quello che non è un semplice uomo-immagine, ma un profondo conoscitore della moda. «Lo conosco da molto tempo - dice Maran - e ammiro la sua passione per il settore. Non tutti sanno che a Rimini ha un archivio di circa 8mila capi in 2mila metri quadri di loft. Per Bagutta ha rappresentato e rappresenta un velocizzatore di notorietà».

 

Tra l'altro Squarzi collabora con Cit, azienda produttrice di Bagutta, per il brand al femminile L.A L.A Tex, disegnato da Federico Borghi, che presenta la seconda stagione al salone milanese Super di febbraio.

 

Sempre nei giorni di Super e di Milano Moda Donna è prevista l'inaugurazione in via San Pietro all'Orto 26, in pieno Quadrilatero della moda, del flagship Bagutta completamente rinnovato, che potrebbe fare da apripista a futuri opening.

 

Ma, come si diceva, è il wholesale lo zoccolo duro del brand, sul nostro territorio e parallelamente all'estero. «Dalle esportazioni ricaviamo circa il 30% del giro d'affari Bagutta - informa Antonio Gavazzeni -. Una percentuale che vorremmo portare al 60% in un triennio».

 

Tra i mercati chiave l'Estremo Oriente e in particolare il Giappone che, come sottolinea Maran, «in 12 mesi ha visto le vendite triplicare, un effetto dell'operazione di riposizionamento in atto». A scegliere Bagutta sono, tra gli altri, Isetan, Beams e Barneys, mentre in Corea del Sud Shinsegae ospita al proprio interno le proposte del brand.

 

Intanto Gavazzeni e Maran stanno per lanciare, tra febbraio e aprile, una serie di eventi in aree strategiche - tra cui Germania e Danimarca, oltre al Sol Levante - per il lancio della capsule Bagutta di Milano.

 

In conclusione, quella che Maran definisce «l'operazione di restyling più importante negli ultimi dieci anni per Bagutta» sta dando i suoi frutti e il 2018 ha le carte in regola per portare le vendite del marchio a un ulteriore +10-15%.

 

Fondamentale il servizio. Anche a questo proposito va citata un'innovazione: si tratta di Nos (Never Out of Stock), che offre la possibilità ai clienti di selezionare, oltre agli ordini della collezione stagionale, ulteriori prodotti in un'ampia gamma di carry over (nella foto, il rendering del monomarca milanese).

 

 

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