Possibili nuovi opening negli Usa

Levi’s: ricavi ancora in calo ma migliorano i margini

Il Covid continua a penalizzare le performance di Levi Strauss & Co. ma i numeri a tre mesi vanno oltre le aspettative del management guidato da Chip Berg (nella foto).

Nel primo trimestre terminato il 28 febbraio il gruppo del denimwear ha registrato un calo delle vendite del 13% (-16% a valute costanti) a 1,3 miliardi di dollari. Come osservano dall’azienda, rispetto a un anno prima il periodo risente dei mancati introiti del Black Friday (circa tre punti percentuali in meno). Cresce invece il business online: +41% nel quarter, con le vendite digitali arrivate a rappresentare il 26% del fatturato totale del periodo (10% se si considerano le sole vendite digitali dirette).

L’ebit rettificato della società è stato di 174 milioni di dollari (-8%) ma il margine si è portato al 13%, 30 punti base in più rispetto al primo trimestre 2020 a cambi costanti.

L’utile netto adjusted si è attestato a 143 milioni di dollari, dai 162 milioni di un anno prima (-14%). Sulla flessione pesano le misure per arginare la pandemia ma anche le maggiori spese per interessi.

«I risultati di questo trimestre sono stati sostenuti da una ripresa del nostro business più veloce delle attese», ha commentato ieri il ceo Berg, che auspica una ripresa dei consumi con l’aumento delle vaccinazioni.   

Durante il quarter in esame, circa un terzo degli spazi europei e il 15% di quelli globali sono rimasti chiusi. Attualmente in Europa non è operativo il 40% degli store e il resto lavora a orari ridotti.

Intanto l'azienda di San Francisco resta concentrata sulle aree che reputa creeranno valore e, per emergere più forte di prima, punta sull’upgrading dei suoi marchi, sul digitale, nonché sulla diversificazione tra aree geografiche, categorie di prodotto e canali distributivi, incluse le vendite online e il retail diretto.

Nonostante il trend trimestrale vada migliorando, il management ritiene molto incerto l'effetto finale della pandemia sui conti. Il business, compresi ricavi, utili e cash flow, continuerà a essere significativamente impattato nel secondo trimestre 2021 con il rischio di un aumento delle giacenze di magazzino legate al Covid.

Questo però non impedisce di investire in nuove aperture, almeno negli Usa, se emergono delle opportunità. Bergh ha detto ieri alla Cnbc che stanno acquisendo nuove location, perché ora si trovano facilmente spazi commerciali con affitti in offerta.

Stando ai dati di Moody's Analytics, i tassi di sfitto nei centri commerciali Usa, a livello regionale, sono saliti all'11,4% nel primo trimestre, una percentuale record dopo il 10,5% del quarto trimestre.

Nel bilancio 2020 le vendite direct-to-consumer di levi's contavano per circa il 40% del giro d’affari totale mentre quest’anno dovrebbero salire al 60%. I nuovi opening faranno parte di quelli che Levi's chiama i NextGen Store, cioè punti vendita concepiti per essere più piccoli del passato, appena 2.500 piedi quadrati di superficie (circa 230 metri quadrati), ma smart, per esempio con il machine learning che permette di gestire il magazzino.

e.f.
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