presente a pitti uomo

Leo Scordo (Pal Zileri): «Pronti a tornare ai livelli pre-pandemia, anticipando i cambiamenti del mercato»

Ormai diventata capo iconico, la Oyster Jacket di Pal Zileri (tra i protagonisti in questi giorni di Pitti Uomo a Firenze) è il simbolo dell'evoluzione del marchio di moda maschile, in sintonia con le nuove richieste del mercato. «Attorno alla Oyster Jacket - conferma il brand ceo Leo Scordo - stiamo costruendo una collezione leisure, nella quale categorie merceologiche come la maglieria, il jersey e i pantaloni creano un'offerta in linea con i nuovi dress code dei nostri clienti».

Anche la parte più classica, rappresentata dalla linea Cerimonia, cambia pelle: «Non si limita più alle occasioni legate al matrimonio - spiega Scordo - ma si estende ad altri ambiti, come l'eveningwear e il red carpet, parlando al consumatore con una voce che definirei meno roboante rispetto ad altri competitor e puntando su un mix di eleganza e qualità, come è nel dna di Pal Zileri».

Il brand pensa anche alla sostenibilità con il progetto trasversale re-use, grazie al quale i tessuti rinascono a nuova vita: «Li reinterpretiamo in prodotti e modelli a volte completamente differenti da quelli per cui sono nati. Per esempio, una stoffa per abito in lana diventa la fodera di un capo outerwear, mentre altri tessuti trovano inedite declinazioni, nel momento in cui vengono abbinati alla maglieria o ai modelli in pelle».

Scordo tira le fila di un 2021 caratterizzato da due fasi distinte: «La prima a inizio anno, in cui i lockdown e i timori da parte del mercato sull'effettica possibilità di ripresa hanno penalizzato le performance di tutto il settore, e la seconda a partire dalla tarda primavera, con molta più fiducia e voglia di tornare a una vita "normale", anche grazie al progredire della campagna vaccinale».

«Nella parte iniziale dell'anno - continua - molti wholesaler hanno ridotto i propri magazzini di precedenti stagioni e questo ci ha aperto opportunità di crescita e recupero dei livelli di fatturato del 2019. Questo si è già verificato con la collezione SS22 e si sta riproponendo nelle prime settimane di campagna vendite FW22. Siamo quindi fiduciosi che l'anno in corso ci vedrà tornare ai livelli pre-pandemia, anche se probabilmente con una maggiore incidenza delle vendite online, in rapida crescita».

L'e-commerce per Pal Zileri è partito in tempi recenti (nel 2020), in partnership con FiloBlu, «e oggi - dice Scordo - rappresenta una quota di fatturato in linea con i benchmark dell'abbigliamento maschile total look, che sappiamo essere inferiori ad altre realtà quali calzature, accessori o womenswear». Le vendite online dovrebbero attestarsi nei prossimi anni intorno al 10% dei ricavi, anche grazie allo sviluppo di accessori e proposte casual.

Per il marchio, come fa notare Leo Scordo, il mercato italiano è importante ma anche la componente export è fondamentale: «In quanto unico brand italiano di lifestyle maschle caratterizzato da un total look coordinato nel segmento Premium, siamo ben posizionati in Nord ed Est Europa, Medio Oriente e Nord America, senza contare la partnership di lunga data in Spagna con El Corte Inglés, che ci vede leader di mercato». Aspettative importanti si concentrano sui recenti accordi in America Latina e Corea del Sud.

Sul fronte distributivo, dopo l'opening di via Manzoni 38 la scorsa estate, Scordo non esclude ulteriori aperture, «senza correre e in linea con il concept milanese: quindi superfici medie e ambienti estremamente aperti e luminosi».

Spazi pensati sia per i clienti storici che per i nuovi, più giovani, protagonisti di un cambiamento culturale che il brand ha saputo intercettare per tempo. «Ma non dimentichiamo coloro che sono cresciuti con Pal Zileri - conclude il manager - oggi più maturi, che si aspettano una continuità nel capospalla formale e che, grazie alla ricerca dei migliori tessuti nelle linee iconiche e intramontabili che ci contraddistinguono, trovano tutte le risposte a ciò che cercano».

Nella foto, lo stand di Pal Zileri a Pitti

a.b.
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