Presto il ritorno sulle passerelle di Parigi

Contemporaneo, più giovane e sostenibile: così evolve Tatras. Ed è pronto per una nuova colab

«Una collezione più contemporanea e attenta alle esigenze di un consumatore europeo. La linea donna è più femminile e sta incontrando il gradimento dei clienti, come ci hanno dimostrato anche i numeri in crescita». Procede in questa direzione il percorso di Tatras, come racconta il marketing manager, Angelo D'Arcangelo  (foto sotto). La label di piumini luxury è sotto i riflettori in questi giorni a Pitti Uomo e presto sarà protagonista di una nuova colab.

Il brand guarda con crescente attenzione alla generazione Z e lo dimostrano le liason con personaggi come Riot Hill e Sfera Ebbasta.  Ma, come tiene a puntualizzare D’Arcangelo, «non vogliamo puntare solo sui giovanissimi. Abbiamo cercato di includere questo target e di dargli più spazio».

Le collaborazioni non sono volte tanto al raggiungimento di un determinato target o risultato economico, quanto all’aumento di awareness anche tra i più giovani, come sottolinea il manager, che attende di poter sciogliere il riserbo in merito alla prossima: «Confermo che seguirà un’importante partnership, il cui protagonista, per obblighi di riservatezza, non può essere ancora rivelato», Ma, anticipa, «il nuovo progetto stupirà sicuramente sia per la caratura del personaggio, che per il suo inedito calarsi nel mondo della moda».

Accanto all’accento sulle giovani generazioni, cresce anche il focus sulla sostenibilità, un concetto chiave da quando il brand è nato: «Per noi significa produrre capi fatti bene, con materie prime selezionate tra i migliori fornitori europei e giapponesi per poter garantire capi durevoli», sottolinea D’Arcangelo.

«Da un punto di vista produttivo - prosegue - ordiniamo il giusto per non generare scarti o sprechi. Oltre a questo, quando troviamo materiali autenticamente sostenibili/ecologici non manchiamo di inserirli in collezione (come il nylon rigenerato Econyl, per citarne uno). Questo per noi significa sostenibilità: una filosofia di lavoro mirata all’ottimizzazione delle risorse».

I numeri danno ragione alle scelte effettuate, come conferma il sales manager, Giacomo Serrati: «La scorsa stagione ordinato e fatturato sono stati, causa Covid, in calo del 12% circa, comunque meglio della media del settore. Per il 2022 contiamo di superare i dati pre-Covid, considerando che già solo la pre-collezione ha registrato un +18%».

Con una rete vendita di circa 110 clienti attivi, di cui circa 60 in Europa e altri 50 in Asia, eccetto il Giappone, dove i clienti attivi sono 180 e ben selezionati, Tatras è anche insegna di quattro monomarca a Milano, Tokyo, Tokyo Midtown Hibiya e Osaka. 

Al momento il Giappone rimane l’area trainante, con una percentuale del 47% sul sell out e dove negli ultimi anni si sta facendo un lavoro di selezione e scrematura dei rivenditori, mentre i mercati emergenti che stanno dando buoni segnali di sviluppo sono Russia e Germania/Austria. Oltre a questi, l’Italia va verso un consolidamento della brand awareness.

Anche l’e-commerce rappresenta un canale importante in cui si sta investendo ma, sottolinea D’Arcangelo, «siamo consapevoli del fatto che il nostro prodotto ha un valore intrinseco che viene apprezzato profondamente una volta che si è a contatto diretto con il capo. Preferiamo quindi privilegiare il rapporto con il cliente attraverso i nostri monomarca».

Intanto il marchio guarda al futuro: «Prima del Covid presentavamo le nostre collezioni sia a Milano che a Parigi, città quest’ultima dove sfilavamo anche quattro volte l’anno - conclude D’Arcangelo -. Adesso stiamo lavorando per tornare sulle passerelle francesi, non appena la situazione si sarà normalizzata».  

c.me.
stats