Previsioni positive anche per il 2023

Rinascente: nel 2022 fa +60% e ritrova i livelli di fatturato del 2019

«Tra Covid, guerra in Ucraina e crisi energetica, credevo che il 2022 sarebbe stato un anno interlocutorio e invece chiuderemo molto vicini alla performance del 2019, che per noi è stato l'anno dei record». Con queste parole Pierluigi Cocchini, amministratore delegato di Rinascente, riassume l’andamento degli ultimi mesi del business.

Per la catena di grandi magazzini, che conta in Italia nove punti vendita in otto città, la prospettiva è quella di chiudere l’anno con un volume di affari in crescita del 50/60% sul 2021, riportando le vendite su livelli molto vicino agli 800 milioni, sfiorati appunto prima dello scoppio della pandemia.

«Siamo tornati ai numeri pre Covid con una composizione completamente diversa della clientela rispetto a tre anni fa: sono scomparsi i turisti cinesi e i russi, a parte i residenti, e stiamo lavorando bene con i visitatori locali», ha spiegato Cocchini, che ieri, 3 novembre, ha incontrato la stampa in occasione dei festeggiamenti nello store di Milano per i 60 anni di Diabolik.

L'a.d. di Rinascente sottolinea che un forte contributo alle vendite è arrivato anche dai visitatori americani: «Sono tornati in massa grazie al rapporto euro-dollaro, assieme ai turisti europei e italiani».

A livello merceologico, tutti i settori di Rinascente stanno registrando ottime performance. «Non ce n'è uno che performi meglio di altri, la crescita è abbastanza omogenea», ha osservato il ceo.

Il sentiment per il 2023, dunque, rimane positivo, nonostante la situazione sia comunque variabile a causa della situazione geopolitica e degli effetti dell'inflazione.

Confermati gli investimenti sulla rete fisica, dopo gli importanti restyling di Torino, Firenze e Roma Fiume: «Teniamo sempre sotto controllo le principali città in cui siamo assenti, Venezia e Napoli, senza smettere di potenziare la nostra omnicanalità. L'e-commerce e il nostro servizio on demand valgono attualmente circa 35 milioni di euro, con capacità di sviluppo considerevoli», ha concluso Cocchini.

an.bi.
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