chiuderanno circa 110 negozi non strategici in tre anni

Geox: nel 2020 giù del 33,6%, ma l'online vola

Dopo un anno archiviato con ricavi per 534,9 milioni di euro di ricavi (-33,6% a cambi correnti e -33% a cambi costanti), ma con una crescita del 41% sul canale online, Geox ridefinisce le proprie strategie nel segno dell'omnicanalità.

La rete fisica, come si legge in un comunicato, verrà razionalizzata su base geografica, con l'uscita da circa 110 negozi nell'arco di tre anni: uno di questi è il flagship di via Torino, nel centro di Milano, che è già inattivo.

«Si tratta di punti vendita a fine ciclo di vita, più piccoli e meno redditizi, e di alcuni store con canoni di locazione ritenuti non più congrui nell'attuale contesto economico», sottolinea la nota, precisando inoltre che gli opening non sono mancati: uno, interamente dedicato al kid, ha riguardato Mosca, all'interno del centro commerciale Mega Teply Stan Mall; al Dubai Mall è stato riaperto il più importante X-Store degli Emirati, sviluppato su 180 metri quadri; un'altra riapertura è stata al 70 di rue de Rivoli a Parigi, per il più ampio tra i monomarca francesi, la cui superficie misura 300 metri quadri.

In parallelo si prevedono l'avvio di un e-commerce in Russia, l'ingresso strutturato nei marketplace di partner europei e nordamericani e, non ultimo, il rafforzamento della presenza sulle piattaforme digitali cinesi.

Mentre l'andamento dei vari trimestri sul canale fisico è stato penalizzato dalle misure restrittive anti-covid e dell'azzeramento dei flussi turistici, l'online non ha mostrato mai cedimenti, portando a casa un +21% nel primo quarter, un +59% nel secondo, un +37% nel terzo e un +44% nel quarto: per questo la società sta definendo un modello di business omnichannel che la proietterà nel futuro con nuovi presupposti.

Nei 12 mesi non ci sono comunque state solo ombre. Le luci sono state Russia e Cina, in ripartenza nel quarto trimestre, l'accoglienza positiva della collezione bimbo nell'e-commerce - ma anche nel wholesale fisico - e il riconoscimento da parte di un panel di consumatori interpellato da Ipsos e Largo Consumo come migliore insegna di calzature in Italia in termini di esperienza d'acquisto. Inoltre, sempre l'anno scorso, il progetto di Geox relativo al digital learning e all'upskilling nella trasformazione digitale è stato giudicato dall'Associazione Italiana dei Direttori del Personale come il migliore nel suo genere.

Tornando ai dati, nel fiscal year il giro d'affari nei negozi multimarca (pari al 48,3% del totale) è sceso da 360,4 a 258,3 milioni di euro (-28,3% a cambi correnti), con un recupero nel quarto trimestre (-17,5%). 

Il canale franchising, attraverso il quale Geox realizza l'8,1% del business, ha fatto i conti con una diminuzione del 48,9%, scivolando da 84,3 a 43,1 milioni. 

Quanto ai dos, che rappresentano il 43,6% del turnover, hanno visto il sell out ridursi del 35,3%, da 361,1 a 233,5 milioni. Va considerato che è stata messa in atto una razionalizzazione del perimetro (circa il 10%), con la chiusura di 44 dos, principalmente negli ultimi sei mesi del 2020.

Tra i mercati, l'Italia (che equivale al 23,4% dei ricavi) è scesa da 228,5 a 124,9 milioni di euro (-45,3%), con un -48,9% nell'ultimo trimestre. Nell'anno le chiusure nette sono state 46, pari al 17% del perimetro. In controtendenza, l'online ha messo a segno un +79%. 

L'Europa (46,8% del fatturato) ha visto le vendite cedere il 27,3%, da 344,3 a 250,3 milioni di euro e del 34,6% da ottobre a dicembre. Marginale il ruolo del Nord America (4,6% dei ricavi), ma con un forte decremento annuale nel canale fisico: -46,4%, in parte controbilanciato dal +28% dell'online.

Il giro d'affari negli altri Paesi sfiora i 135 milioni di euro (25,2% del totale), decrescendo del 27,8%. Cina, Hong Kong e Macao hanno incassato un -40,2%, ma nel corso dei mesi si sono rimessi almeno parzialmente in piedi: in Cina, in particolare, Geox è passato dal -50% del primo trimestre al +4% del quarto. Per finire, l'Europa dell'Est, che per la società vale il 18,9% del turnover e che è calata del 22,5%.

Alla voce categorie merceologiche, la parte del leone la fanno sempre le calzature, con 477,4 milioni di euro (ma erano 720,8 nel 2019, -33,8%), contro l'abbigliamento, che totalizza 57,5 milioni, contro i precedenti 85 milioni (-10,8%).

Al 31 dicembre i Geox Shops erano 867, di cui 410 dos. Nel 2020 sono stati aperti 32 spazi, ma 139 hanno abbassato la saracinesca. 


a.b.
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