si stima un calo del 50% nel secondo quarter

Hugo Boss: la ripresa è prevista solo a partire dal terzo trimestre

Dopo aver archiviato un 2019 «ricco di eventi», Hugo Boss fa i conti con l'impatto del coronavirus.

«Grazie alla forte crescita del fatturato e degli utili nell'ultimo trimestre dell'anno – ha detto oggi in apertura dell'assemblea degli azionisti Mark Langer, ceo dell'azienda tedesca a capo dei marchi Boss e Hugo, in uscita il prossimo settembre – abbiamo raggiunto i nostri obiettivi per l'intero fiscal year».

Un esercizio che è stato archiviato con un giro d'affari a quota 2,9 miliardi di euro (+3%), una corsa frenata però bruscamente dal diffondersi della pandemia e dal blocco del commercio fisico, che ha impattato sui risultati del primo trimestre 2020, in flessione del 16% a 555 milioni di euro.

Langer ha ribadito che il secondo trimestre sarà ancora «molto difficile», con cali delle vendite nell'ordine del 50%, nonostante la riapertura dei negozi in Cina, e che ripresa è prevista «solo a partire dal terzo quarter». L'esposizione retail del brand è infatti concentrata per l'85% sul mercato europeo e su quello americano, in parte ancora interessati dal lockdown.

Per arginare l'ondata recessiva Hugo Boss sta adottando misure straordinarie per salvaguardare la flessibilità finanziaria, con un flusso di cassa aggiuntivo di 600 milioni di euro. Ridotto anche il budget degli investimenti in agenda per il 2020 e previste riduzioni significative nel volume degli ordini per la collezione del prossimo autunno-inverno (nella foto, un modello della collezione Hugo).

A cura della redazione
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