PRIMO TRIMESTRE IN NEGATIVO

Tessitura italiana: flettono produzione ed export

La tessitura made in Italy archivia il primo trimestre con un calo della produzione del 3,5% e una riduzione delle esportazioni del 2,3%.

In discesa anche le importazioni del periodo (-2,4%), come emerge dai dati elaborati dal Centro studi di Confindustria Moda e diffusi in occasione di Milano Unica 29.

Tra i buyer esteri spiccano gli Stati Uniti, che tra gennaio e marzo 2019 hanno comprato il 15,5% in più rispetto a un anno prima, e l’andamento positivo della Cina (+3,2%), mentre la Germania ha acquistato il 18% in meno.

Restando in Europa, se l’export verso la Francia ha tenuto (-0,5%), quello in Romania ha accusato un -7,5%. In aumento, al contrario, le vendite in Spagna (+11%), Portogallo (+18,5%) e Regno Unito (+13,7%). In Asia il Giappone registra un +5,6% e il Vietnam un +28,5%, mentre Hong Kong segna un -9,2%.

A livello merceologico l’export di tessuti lanieri registra un -2,4%, che tiene conto del -4,7% della lana pettinata e del +4,1% della cardata. In discesa anche i tessuti in cotone (-4,2%) e in maglia (-2,6%), mentre è boom per il lino (+9,5%) e aumentano lievemente le esportazioni di stoffe in seta (+0,8%).

Il comparto viene da un 2018 in cui il fatturato ha raggiunto i 7,95 miliardi di euro, in aumento dello 0,8% rispetto al 2017 (contro una previsione iniziale di un -0,3%), dove la produzione laniera gioca un ruolo di primo piano (42,7% del totale).

L’export annuale ha registrato un -0,2% a 4,31 miliardi di euro, mentre l’import è sceso del 5,7% a 1,89 miliardi, mantenendo così in attivo il saldo commerciale per 2,4 miliardi (nella foto, mood colori e disegni di Tollegno).

e.f.
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