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Esemplare: «Vogliamo diventare un top brand entro i prossimi tre anni»

Acquisito nel 2014 da Pattern, Esemplare alza l'asticella e mira a diventare «un top brand nella fascia dei capispalla di target medio-alto/alto entro i prossimi tre anni». Parola di Luca Sburlati, direttore generale dell'azienda torinese, specializzata nella confezione di capi per le griffe che sfilano alle quattro fashion week internazionali.

 

L'idea di rilanciare un marchio di sportswear urbano evoluto come Esemplare, rilevandolo da un'azienda carpigiana e riportandolo dall'Irlanda all'Italia, matura nella consapevolezza di vantare un know how e una manifattura di eccellenza, al servizio di 11 luxury collection. Nata nel 2000 da un'idea di Fulvio Botto e Francesco Martorella, Pattern realizza infatti più di 100mila capi l'anno e negli ultimi anni ha portato avanti un processo in-sourcing di tutte le fasi progettuali e produttive, che oggi si completano al 100% presso la sede torinese.

 

«Si tratta di una realtà - sottolinea Sburlati - che nel 2009 fatturava 6 milioni di euro e che si prepara a chiudere il 2016 a quota 26 milioni, per il 75% realizzata all'estero, con dipendenti più che raddoppiati». Tanto che nel corso del 2015 è stata premiata da Confindustria come una delle migliori pmi italiane in tutti i settori, per indicatori di crescita o sviluppo post crisi.

 

Forte di questo background, accanto alla produzione conto terzi, prende ora forza il segmento del brand in house con Esemplare, che dalla primavera-estate 2016 alla collezione uomo ha aggiunto anche un côté donna. Multistagionalità, multifunzionalità, sostenibilità e tecnologia high-tech applicata a capispalla dal gusto italiano rappresentano i plus della linea, che come fil rouge ha un carré a Y rovesciata: «È il nostro marchio di fabbrica, che la dice lunga sulle competenze aziendali», sottolinea Sburlati, che quando parla dell'entourage di Pattern ama definirlo di «artigiani tecnologici».

 

La scommessa di Esemplare è dunque posizionarsi, nei prossimi tre anni, tra i migliori marchi italiani di capospalla e outerwear, grazie ad asset come la tecnologia, persone con «competenze uniche sul mercato, in particolare nella modellistica» e sostenibilità (l'azienda è certificata SA8000 Social Accountability nel settore moda-abbigliamento e dall'anno scorso presenta un bilancio di sostenibilità), ma anche attraverso una distribuzione selezionata, che possa enfatizzare l'alta qualità dell'offerta, proposta a un prezzo competitivo.

 

«Oggi la label - spiega il direttore commerciale Gianni Gai - è venduta in circa 200 multimarca italiani ed esteri». L'export rappresenta circa la metà del giro d'affari, trainato da mercati quali la Germania, la Corea e il Giappone, a cui si aggiungeranno, a partire dalla primavera-estate 2017, i Paesi dell'Est Europa, in particolare Polonia e Repubblica Ceca, Benelux e Svizzera, con un consolidamento del Nord-America.

 

Grande enfasi, soprattutto con la collezione della primavera-estate 2017, avrà anche l'Italia, che rappresenterà il 63% delle vendite e dove è in atto una riqualificazione, attraverso «una rete di agenzie regionali di altissimo livello».

 

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