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Lorena Antoniazzi: un nuovo stabilimento produttivo per la Sterne International

È stato appena inaugurato il nuovo eco-stabilimento della Sterne International, l'azienda che produce il marchio di maglieria in cashmere Lorena Antoniazzi: un'ex fabbrica tessile di 3mila metri quadri nel distretto di Perugia, che accoglie tutte le fasi di creazione dei capi.

 

Nello spazio avvengono infatti la programmazione e la realizzazione della maglia vera e propria, il rimaglio e il controllo qualità, il lavaggio e la stiratura, impiegati con macchinari di ultima generazione. Recentemente è stato introdotta anche la certificazione tessile e salute, che attesta la qualità e la sicurezza dei prodotti, garantendo l'assenza di sostanze chimiche nocive alla salute.

 

Il complesso ospita inoltre il sistema di tracciabilità dei capi, "brevetto" di Lorena Antoniazzi acquisito nel marzo scorso e in grado, attraverso un arco di lettura con tecnologia Rfid, di identificare e tracciare gli spostamenti e relative lavorazioni dei articoli.

 

Restano negli headquarters aziendali, alle porte di Perugia, gli uffici stile e la direzione.

 

«Avevamo la necessità di razionalizzare il processo produttivo e dare maggiore spazio all’innovazione e alla ricerca: nell’ultimo anno la produzione ha subito un incremento significativo del 40% - dice Gianluca Mirabassi, presidente e a.d. della Sterne International -. L’azienda controlla e garantisce passo dopo passo la produzione di ogni singolo elemento della collezione e questo è l’unico modo oggi per garantire al cliente la totale qualità del prodotto».

 

All’interno dello stabilimento crescono anche le unità impiegate. Grazie al Progetto Botteghe di Mestieri, il brand Lorena Antoniazzi diventerà una vera e propria fucina di giovani talenti: ha già assorbito in azienda cinque giovani da avviare alla specializzazione, ai quali si offrirà non solo un impiego ma anche l’opportunità

di riscoprire le antiche virtù e conoscenze artigianali, coniugate con i più avanzati processi industriali.

 

La decisione di avviare un nuovo impianto si colloca, come spiega una nota, nel progetto più ampio di investire sul territorio, rafforzare il valore del made in Italy e garantire occupazione a uno dei bacini italiani più produttivi dell’industria tessile, come il distretto umbro del cashmere. Nell’ultimo anno e mezzo la società ha assunto più di 25 dipendenti.

 

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