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Miss Sixty apre a Milano il suo store più grande e sogna il ritorno in passerella

Andrea Pomi ha le idee chiare: ci sono tre parole che guideranno le azioni di Miss Sixty nei prossimi anni in Europa, ossia «flagship store, grandi partner commerciali e sfilate». Il direttore commerciale Emea del marchio  ha ribadito questa strategia alla vigilia dell'opening del punto vendita di Piazza Duomo 31 a Milano.

 

Quello di domenica 2 dicembre sarà un soft opening, in vista dell'inaugurazione ufficiale a febbraio 2018: si tratta del più grande punto vendita del brand al mondo, con oltre 700 metri quadrati di vendita su quattro livelli.

 

«Lo abbiamo pensato - spiega a fashionmagazine.it il direttore commerciale Emea del marchio - come uno spazio polifunzionale ed emozionale: oltre alle nostre collezioni Miss Sixy e Miss Sixty Angels ci sarà anche un caffé gestito da Il Bolognese e poi riserveremo un piano ad eventi speciali. Per cominciare abbiamo realizzato una sorta di museo del marchio, allestendo lo spazio con alcuni dei nostri capi storici e iconici».

 

Ma la grande attrazione del flagship sarà la vetrina "social" (la prima del suo genere) con 113 piccoli schermi che trasmetteranno in diretta una serie di contenuti, compresi post in diretta da Instagram. «Una novità assoluta - racconta Pomi -. Siamo certi che con le nostre due vetrine tecnologiche sapremo attirare l'attenzione anche senza manichini, che invece abbiamo concentrato all'interno, dove ce ne sono 50».

 

Per Pomi lo store di Milano, «che a regime dovrà fatturare 9 milioni di euro all'anno», è il biglietto da visita non solo dal punto di vista del concept architettonico (il progetto è firmato da Cls), ma anche dal punto di vista della strategia retail.

 

Con la nuova proprietà (Miss Sixty dal 2012 fa capo alla cinese Trendy International) l'obiettivo non è più puntare su una distribuzione capillare di monomarca, ma privilegiare superfici importanti in località di prestigio.

 

«Oggi contiamo su 11 store diretti in Europa e cinque in partnership in Russia - fa il punto il manager -. Abbiamo aperto recentemente a Roma e Londra e stiamo trattando per una location a Parigi, dove speriamo di poter sbarcare già nel 2018. Poi arriverà il terzo store di Londra».

 

Il cambio di passo di Miss Sixty è legato, e lo sarà sempre di più in futuro, anche alla nuova strategia di distribuzione wholesale, canale che sta crescendo a tripla cifra. «Abbiamo deciso di collaborare solo con i grandi department store: in Germania, dove stiamo performando molto bene, e Olanda abbiamo avviato una partnership con Hudson's Bay. Per quanto riguarda l'Italia dal 2018 lavoreremo con il gruppo Coin».

 

Ma Pomi non punta solo sulla distribuzione per il rilancio di Miss Sixty, che a livello gloabale si appresta a chiudere il 2017 a quota 180 milioni di euro di giro d'affari. L'executive, che in passato ha lavorato per Giorgio Armani, ha illustrato anche qual è la strategia del brand sul fronte prodotto.

 

«Abbiamo un tema creativo tutto nuovo - ha raccontato - che dovrà lavorare sull'ampliamento della collezione. Già l'opening di Milano, date le dimensioni, ci ha portato a potenziare tutte le categorie merceologiciche e in futuro ci concentreremo sugli accessori».

 

A febbraio 2018 sarà lanciato un progetto di capsule collection, realizzato in collaborazione con una serie di professionisti della moda, a partire da fashion stylist e influencers. Ma in un futuro non troppo remoto Pomi potrebbe anche prepararsi a lanciare un progetto ancora più impegnativo: il ritorno sulle passerelle di Miss Sixty.

 

«Ci stiamo pensando - conclude Pomi - la richiesta arriva direttamente dalla proprietà, che vuole rivedere il brand protagonista di una fashion week. Succederà, forse a Milano, ma non prima del 2019. Abbiamo ancora tanta strada davanti».

 

Nella foto, Andrea Pomi all'interno della showroom direzionale di Miss Sixty in via Durini a Milano

 

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