PROGETTI IN CORSO PER IL BRAND SUBDUED

Il Gruppo Osit cerca nuovi investitori per accelerare la crescita

In cantiere un serrato piano di aperture nel 2022 per Subdued, marchio ammiraglio del Gruppo Osit. Sono in programma due new opening a Venezia e Verona, con una previsione di circa 3 milioni di euro di fatturato, e altri due store verranno avviati in Spagna, a Barcellona e Madrid, città in cui il brand è già presente rispettivamente con tre e due punti vendita. In questo caso la stima sui ricavi è di 3,5/4 milioni di euro.

In Francia, dove le vetrine sono già quattro, si punta ad altre tre fra Parigi, Lille e Bordeaux, con un sell out atteso intorno ai 3,3/3,6 milioni. Infine, in Svizzera, alla boutique di Zurigo si aggiungerà quella di Lugano, in un’ottica di crescente internazionalizzazione.

Fondato nel 1995 da Enrico Maria Sconciaforni, presidente (nella foto) e Alessandro Orsini (ceo), il gruppo si focalizza con Subdued sulle giovanissime dai 12 ai 18 anni. Il turnover aziendale si aggira sui 95 milioni di euro (dato 2021), con un ebitda al 20% e 3 milioni di capi venduti annualmente, mentre il network retail supera i 130 negozi.

«L’estero - informa Sconciaforni - pesa a oggi per il 48% sul fatturato e l’e-commerce, che ha chiuso il 2021 oltre i 12 milioni di euro, per il 14%, registrando un incremento del 20% rispetto al 2020». Ma l’ambizione è passare da questo 14% a un 40%, grazie anche a un’app lanciata ad aprile.

«Investire nelle vendite online - prosegue il presidente - ci ha permesso di superare positivamente la chiusura dei negozi fisici dovuta al lockdown, cavalcando la spinta fisiologica globale delle vendite su web registrata nell'ultimo anno».

L’Italia è attualmente il Paese con il maggior numero di store - all’attivo sono 45 - e tra questi il monomarca milanese in via Borgogna è quello che ha performato meglio l’anno scorso.

Gli altri best country sono Germania, Francia, UK e Spagna, con l’idea di attraversare l’oceano per conquistare gli Usa: un flagship a New York è in cantiere già per la fine dell’anno in corso.

«Al di là di questi progetti - conclude Sconciaforni - stiamo valutando di aprire a nuovi investitori, che ci affianchino come soci e partner commerciali, favorendo l’ingresso e il posizionamento del gruppo non solo negli Stati Uniti, ma anche in Cina».


a.b.
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