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Manolo Blahnik stabile nel 2018: «Il marchio sta entrando in una nuova era»

Un 2018 con ricavi sostanzialmente stabili a 34,3 milioni di euro, ma con utili ante imposte pari a 6,6 milioni di euro, il 18,5% in meno rispetto all’anno precedente, per Manolo Blahnik, che ha subito un rallentamento nei profitti a causa dei forti investimenti infrastrutturali portati avanti da due anni a questa parte.

Kristina Blahnik, nipote del fondatore e a.d. della griffe, in un’intervista a wwd.com ha definito i numeri «risultati di grande successo» in un momento di importanti esborsi per il marchio.

L’ultima, importante operazione è stata fatta in Italia, con l’acquisizione del calzaturificio Re Marcello, nato a Vigevano (Pavia) nel 1938 e dal 1990 produttore delle scarpe del brand inglese: «Un’integrazione – ha detto la ceo – che garantisce l’accesso a una componente chiave della nostra catena di fornitura di alta qualità».

Il prossimo step nel segno del rinnovamento verrà invece compiuto negli Usa con gennaio 2020, quando Manolo Blahnik riporterà in house il business in Nord America, precedentemente gestito da un licenziatario di lunga data.

Work in progress anche sul fronte distributivo, offline e online, con il rafforzamento della piattaforma e-commerce e l’apertura di nuovi negozi, in primis quello al Palais-Royal, nel I arrondissement di Parigi, in un edificio del 1782 in rue Montpensier 12.

Per Manolo Blahnik non è però solo periodo di forti investimenti, ma anche di riconoscimenti: recentemente la mostra An Enquiring Mind: Manolo Blahnik at the Wallace Collection, di scena a Londra dall’11 giugno, è stata prolungata fino al 27 ottobre.

a.t.
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