Nel 2019 prospettati 300 milioni di investimenti

Zalando: «Vogliamo diventare la Netflix di moda e lifestyle»

I tre co-ceo di Zalando (David SchneiderRobert Gentz e Rubin Ritter, da sinistra nella foto) hanno presentato i risultati e indicato le sfide da qui al 2024 del gruppo dell’e-commerce, fondato dieci anni fa, all’interno del nuovo Campus appena inaugurato a Berlino, a due passi dal fiume Sprea e dagli altri headquarters aziendali: un building avveniristico ed ecosostenibile dedicato ai team del Fashion, dalla creatività al buying, che vengono accorpati su una superficie di 28mila metri quadri. Salgono così a 42mila i metri quadri complessivi delle sedi di Zalando nella capitale tedesca.

Il fatturato trimestrale dell’e-tailer - ma i co-ceo preferiscono definirlo piattaforma - è salito a 1,7 miliardi di euro, mentre l’adjusted ebit si è portato a 117,8 milioni (dai 113 precedenti). L’utile è invece sceso da 60,1 a 56,1 milioni.

Il 2018 è invece terminato con ricavi a 5,4 miliardi di euro (+20%), un adjusted ebit di 173,4 milioni (dai 215 del 2017) e un margine passato dal 4,8% al 3,2%. L’utile netto è diminuito da 101,6 a 51,2 milioni.

«Abbiamo raggiunto i 26,4 milioni di utenti attivi - ha ricordato Rubin Ritter (nella foto) - con un +31% di visite al sito: in pratica, il 6,5% della popolazione europea segue Zalando».

«Quello che si è concluso è stato un anno sfidante - ha aggiunto - per noi e per tutta la moda, ma contiamo su indicatori forti, come il Gmv». Una sigla che significa Gross Merchandise Value e che indica l'ammontare totale di quanto le persone spendono su Zalando, sommando la parte "wholesale" con quella relativa allo Zalando Partner Program, che consente ai brand di vendere direttamente alla clientela attraverso la piattaforma dell'e-tailer.

«Nel 2018 - ha fatto notare Ritter - il nostro Gmv è aumentato del 21%, arrivando a 6,6 miliardi di euro, e si proietta nella parte più bassa del range +20%/+25% per il 2019, con l'idea di raggiungere 20 miliardi nel 2023/2024».

Il top executive ha precisato che quest'anno l’adjusted ebit dovrebbe essere compreso tra 175 e 225 milioni di euro e che gli investimenti in tecnologia si aggireranno intorno ai 300 milioni di euro.

Una delle sfide in corso riguarda il prodotto, sempre più orientato al lifestyle, come dimostra l’introduzione della categoria beauty nell’offerta, per ora in Germania, Austria e Polonia e presto anche in altri Paesi. Un tassello di una strategia più ampia, volta a fare di Zalando «the starting point for fashion».

«Così come Netflix rappresenta la destinazione numero uno per l’entertainment - ha chiarito David Schneider - Zalando deve diventarlo per la moda. Siamo già la fashion destination più visitata in Europa, battendo Inditex che è seconda, H&M e Asos, ma vogliamo e possiamo alzare l'asticella. Per questo negli ultimi tre anni abbiamo spinto non solo sul B2C, ma anche parecchio sui servizi B2B». 

«Non abbiamo ancora espresso appieno il nostro potenziale e ci consideriamo ancora "piccoli". In cinque, massimo dieci anni il nostro obiettivo è presidiare il 5% e più del fashion totale, con il settore della moda online oltre il 25%», è intervenuto Ritter. 

«Ci focalizziamo da sempre e sempre più sul consumatore ma crescono anche le partnership con i brand», ha aggiunto Robert Gentz. «Questo perché non siamo dei semplici e-tailer, ormai, ma una piattaforma - ha ribadito - e il nostro obiettivo è realizzare a fianco dei brand strategie win win per tutti».

Gentz si è soffermato sullo 
Zalando Partner Program, «che è arrivato a oltre 250 partner integrati nel 2018, ossia il 10% del Gmv della nostra piattaforma: una percentuale che nel 2023/2024 vogliamo portare al 40%». 

Zalando ha ridefinito le responsabilità dei co-ceo ed esteso il board a cinque membri. Schneider continuerà a lavorare a stetto contatto con i brand partner con un focus sull’offerta moda, Gentz presidierà la parte marketing e vendite, mentre Ritter sarà responsabile delle strategie. 

David Schröder, in Zalando da nove anni, dove ha sviluppato le operations, farà parte del board come cfo. L’attuale senior vice president Engineering, Jim Freeman, arrivato nel 2018 da Amazon, entra invece nel cda come chief technology officer.

a.b.
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