Puniti i restitutori seriali

Asos: con la nuova return policy cambia le regole dei resi

Nuova politica di gestione dei resi per Asos. Gli account dal comportamento sospetto potranno essere disattivati.

A oggi il fashion e-tailer britannico permette di rendere la merce gratis, «purché sia nelle condizioni originali», riconsegnandola alle Poste o nelle tabaccherie convenzionate. Un’operazione semplice, anche perché l’etichetta per il reso e la nota di reso si ricevono insieme all’ordine. 

Con la nuova return policy i tempi per la restituzione sono stati dilatati a 45 giorni e in presenza di un reso entro 28 giorni dalla consegna si ottiene un rimborso totale con lo stesso metodo di pagamento utilizzato per effettuare l’ordine. Se invece avviene tra il 29esimo e il 45esimo giorno si ottiene un «buono regalo» del medesimo importo dell’acquisto.

«In caso di attività di restituzione insolita e non consona - si legge su asos.com - ad esempio se ci sia il fondato sospetto che gli articoli vengano effettivamente indossati prima di essere resi o nel caso di un numero di resi troppo alto (molto, molto più elevato di quello che anche il nostro cliente più fedele potrebbe normalmente raggiungere), potremmo dover prendere la decisione di disattivare un account e tutti gli eventuali account associati ad esso».

Asos non è il solo sito di e-commerce a prendere posizione in questo senso. Pare che anche Amazon, come pure Home Depot, J.C. Penney, Sephora e Victoria’s Secret stiano lavorando per identificare i clienti che abusano delle loro modalità easy di restituzione della merce.

Secondo stime della National Retail Federation, negli Usa viene reso l’11% degli acquisti e di questa quantità un altro 11% è un’operazione fraudolenta.

e.f.
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