PwC ottimista sul 2022

Record di M&A nel 2021. Nel consumer spicca l’operazione Zegna

Tra fusioni e acquisizioni, nel 2021 si contano, su scala globale, 62.500 operazioni (vedi grafico in alto): il 24% in più rispetto al 2020, per un controvalore di 5.100 miliardi di dollari (tenendo conto dei deal di cui è stato reso pubblico il valore). In questo totale sono compresi 143 mega-deal da oltre 5 miliardi di dollari (+59% rispetto al 2020).

Lo rivela uno studio di PwC, dove emerge un’Italia che sul fronte M&A cresce nei volumi ma non in controvalore. Lo scorso anno sono state, infatti, annunciate 1.272 operazioni, numericamente in aumento del 5% rispetto al 2020. Il controvalore ammonta a 62,6 miliardi di dollari, in calo del 24% rispetto al 2020, che però aveva beneficiato di un numero eccezionale di operazioni nei servizi finanziari.

I settori trainanti, nella Penisola, sono stati il Consumer Market e l’Industrial Manufacturing & Automotive, con rispettivamente 343 e 337 operazioni. In termini di controvalore risaltano le Tmt (Technology, media, telecommunications) con quasi 18 miliardi di dollari (inclusa l'offerta pubblica di acquisto lanciata da Kkr su Telecom Italia lo scorso dicembre, con deal value pari a circa 12,1 miliardi di dollari).

In Italia le operazioni nel Consumer Markets sono aumentate del 16% a quota 343. Si tratta di 8,4 miliardi di dollari, in valore, che include il Gruppo Ermenegildo Zegna, quotatosi in dicembre a New York tramite la Spac promossa dalla società di private equity Investindustrial (1,5 miliardi di dollari).

Il private equity nello studio di PwC è protagonista sia su scala globale che in Italia. A livello mondiale ha totalizzato il 39% delle operazioni di M&A del 2021 in volume (il 45% in valore), mentre sul mercato italiano ha coperto il 38% del totale operazioni (56% in valore).

Quanto al 2022 Emanuela Pettenò, partner Pwc Italia, Markets Deals Leader e Consumer Markets Leader, dichiara: «Siamo ottimisti grazie a diversi fattori. Da un lato una robusta pipeline di operazioni e abbondante liquidità nei portafogli dei fondi di private equity, dall'altro le esigenze di investimento da parte delle aziende per colmare il gap di competenze, prodotti, mercati, rese ancora più urgenti dalla pandemia, nonché di rifocalizzazione strategica che stimoleranno dismissioni nell'ambito del loro portafoglio. Ci aspettiamo che i multipli restino alti, così come la competizione per assicurarsi gli asset migliori».

«Nonostante le crescenti incertezze geopolitiche, il rialzo dei tassi e le correzioni recenti dei mercati finanziari - aggiunge Nicola Anzivino, partner Pwc Italia, Emea Deals Clients & Market leader e Global Deals IM&A leader - il nostro barometro globale ed Emea delle operazioni di M&A e Ipo segna ancora tempo buono per il 2022, con Tmt e Health industries che continueranno a essere molto attive, una competizione in aumento per storie di “crescita” tra private equity e mondo corporate, caratterizzato da operazioni fortemente orientate all'acquisizione di competenze distintive a livello industriale e tecnologico».

Quanto ai trend di quest’anno, secondo Pwc riguarderanno in primis l'ottimizzazione della supply chain. Sono quindi previste operazioni di integrazione verticale sia a monte, per assicurarsi materie prime e componenti strategici e ridurre il lead-time di approvvigionamento, sia a valle per controllare la distribuzione.

Attesi anche deal nel campo della tecnologia e dei data analytics, come pure nell’area della transizione energetica, con probabili operazioni di investimento nel settore rinnovabili e idrogeno da parte delle corporation del mondo oil & gas. Altri merger riguarderanno l’economia circolare e più in generale la sostenibilità, ma sono ipotizzate pure aggregazioni/platform deal nel Consumer Markets B2B e in alcuni comparti industriali.

e.f.
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