quarto trimestre e fiscal year

Vf Corporation: l'outdoor premia, in flessione jeanswear e sportswear

Al centro di importanti cambiamenti a partire dall'assetto manageriale, Vf Corporation ha archiviato il quarto trimestre 2016 con vendite nette pari a quasi 3,3 miliardi di dollari, sostanzialmente in linea con l'analogo periodo 2015. Stesso andamento per il fiscal year, chiuso a quota 11,9 miliardi di dollari. In calo in entrambi i casi l'utile netto, che passa da 312,2 a 264,3 milioni nel quarter (-15%) e da 1,23 a 1,07 miliardi nell'anno (-13%).

 

Eric Wiseman, executive chairman del board, parla di risultati solidi, nonostante lo scarso "rendimento" del mercato statunitense, sottolineando il dinamismo a livello internazionale, dove nel trimestre si è verificata una crescita dei ricavi pari al +5%, con un +6% in Europa e in Asia-Pacifico. Nel continente americano - esclusi gli States - si è verificata una leggera flessione (-1%).

 

Nei 12 mesi il giro d'affari internazionale ha totalizzato un +5% per quanto riguarda l'Europa e un +3% in Asia-Pacifico, con un +4% in Cina. Segno positivo anche per l'America (+2%).

 

Da notare che, mentre la divisione Outdoor & Sports ha ottenuto un complessivo +2% sia nei tre mesi che nell'anno (grazie soprattutto al +6% di Vans e al +1% di Timberland nel fiscal year, mentre The North Face ha incassato un -2%, e un -8% specificamente nel quarter), il jeanswear è stato tutt'altro che brillante, con un -5% nel trimestre e un -2% nell'anno: questo non tanto a causa della performance di Wrangler, in contrazione dell'1%, quanto in seguito a quella di Lee, che alla voce "full year" è arretrato del -3%, ma che nel quarter è sceso del 13%.

 

Un altro tasto dolente è lo Sportswear, con un -17% di vendite nei tre mesi (-20% per quanto riguarda Nautica) e un -16% nell'anno, per un totale di 536 milioni di dollari.

 

Passando al segmento Direct-to-Consumer, solo buone notizie: il network distributivo di Vf ha totalizzato un +11% nel trimestre (+21% per quanto riguarda l'e-commerce) e un +8% su base yearly.

 

Per il 2017 i vertici si aspettano un progresso "low single-digit" del turnover in generale - che dovrà tuttavia tenere conto di un impatto negativo nell'ordine di due punti percentuali per i cambi valutari - e di esiti analoghi sul fronte del business internazionale. Il settore Direct-to-Consumer progredirà "high single-digit", anche grazie all'avvio di 50 store. Dall'e-commerce ci si aspetta un +25%.

 

Il colosso a stelle e strisce è nel mezzo di una importante trasformazione, a partire dal management. In ottobre è stato annunciato il passaggio di consegne, relativamente alla poltrona di ceo, tra Eric Wiseman e Steve Rendle, il quale ha già apportato sostanziali cambiamenti: è di pochi giorni fa la notizia della nomina di Brendan Sullivan a presidente della unit Sportswear, al posto di Karen Murray, a cui viene affidato il ruolo di senior brand advisor di questa divisione.

 

In Vf International farà un passo indietro il veterano Karl-Heinz Salzburger, vice-president & group president, che si ritirerà a fine 2017. Gli subentrerà Aidan O'Meara, già numero uno della regione Asia-Pacifico.

 

A livello di portafoglio marchi, l'azienda ha ceduto sei mesi fa i suoi contemporary brand - tra cui 7 For All Mankind - al gruppo israeliano Delta Galil (nella foto, un modello Timberland indossato da David "Kid David" Shreibman, dall'account Instagram della label).

 

 

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