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Mercato immobiliare: +5,2% nel 2018. Milano in vetta alle shopping destination

Il mercato immobiliare del commercio in Italia ha chiuso il 2017 con un fatturato in crescita del 4,2%, a quota 8.650 milioni di euro, e si prepara a un incremento ancora più sostanzioso nel 2018, con un +5,2%. Questo in sintesi il quadro tracciato dal Rapporto di Scenari Immobiliari, che colloca Milano al primo posto nel retail real estate. Clara Garibello: «Lo spazio fisico è ancora vincente».

 

Stando al report sul mercato immobiliare commerciale in Europa e in Italia con focus high street su Milano e Roma presentato ieri (27 marzo), nel 2017 sono diventati operativi 15 tra centri commerciali e outlet, tramite iniziative di sviluppo, ampliamento e ammodernamento, con un investimento superiore ai 760 milioni di euro.

 

Tra le più significative transazioni di immobili commerciali effettuate sul territorio nazionale quelle che hanno registrato il maggior peso economico hanno interessato gli immobili collocati nelle high street delle città, 13 in totale, per un valore complessivo superiore agli 800 milioni di euro.

 

A concentrare l’attrattività per questo tipo di investimento è in primisMilano, con sei compravendite che hanno raggiunto quasi 423 milioni di euro. Seguono Roma con due transazioni e Bologna, Bolzano, Padova, Novara e Treviso.

 

I prezzi medi di vendita del comparto commerciale italiano sono in progresso dell'1,4%, con un incremento maggiore per la Gdo (+1,7%) e più contenuto per la piccola distribuzione (+1,1%).

 

È stata la Gdo a far registrare gli incrementi maggiori, soprattutto nelle regioni del Nord, con un aumento annuo pari al 2,3%. Più calmierati gli incrementi nel Centro e nel Sud, con rispettivamente +1,8% e +1%.

 

Decisamente più contenuta la crescita per la piccola distribuzione: nelle regioni settrentrionali i prezzi medi di vendita sono saliti dell’1,6%, mentre in quelle del Centro sono aumentati dell’1,3% e nel Sud sono rimasti sostanzialmente invariati (+0,3%).

 

Zoommando su Milano e Roma, il capoluogo lombardo mantiene lo scettro nel retail real estate.

 

La rete di negozi a Milano registra una leggera contrazione del numero di unità in valore assoluto, rispetto al 2015 (meno 153 attività, erano 16.227 a giugno del 2015), in gran parte dovuto all’accorpamento e/o riconversione di molti esercizi in unità più ampie. Tuttavia, la composizione complessiva rimane fortemente concentrata nelle superfici inferiori ai 150 metri quadri (86,4%).

 

Nelle high street del lusso all'ombra della Madonnina (via Montenapoleone, via Sant’Andrea, via Verri, via della Spiga e via Manzoni) il turnover di insegne è contenuto e si registra una maggiore flessibilità nei canoni di locazione, spesso con affitti variabili in funzione dell’andamento del fatturato.

  

A Roma la rete di esercizi registra un aumento di negozi in valore assoluto in confronto al 2015, con 662 attività in più (erano 36.492 nel 2015).

 

Le high street romane di maggior rilievo con i brand dei segmenti più alti sono via dei Condotti, piazza di Spagna, via Frattina e via del Babuino: insieme concentrano circa 273 esercizi commerciali, ai quali corrispondono 260 vetrine, il tutto in poco più di 1.300 metri di strada percorribile.

 

«Lo spazio fisico nell’esperienza d’acquisto – commenta Clara Garibello, direttore di Ricerca di Scenari Immobiliari - è una variabile strategica a importanza crescente, utile a contrastare le derive dell’impatto dell’online sul commercio tradizionale e sui timori che in questo senso affliggono gli scenari futuri».

 

«Diversi elementi - continua - concorrono nelle singole vie nel creare esperienzialità uniche, irripetibili, attraverso le quali i retailer instaurano un dialogo con il proprio pubblico di consumatori. Lo spazio fisico si dimostra ancora una volta vincente come luogo di contatto tra acquirente e retailer, nel quale lo scambio è emozionale e di servizio, oltre che di prodotto».

 

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