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Scricchiola il mito della Fifth avenue

Il calo del turismo internazionale e l'ascesa dell'e-commerce impattano negativamente anche su una via dello shopping iconica come la Fifth avenue. Polo Ralph Lauren, che chiuderà il flagship al civico 711 nelle prossime due settimane, è solo la punta dell'iceberg. «Ma non è il caso di drammatizzare» dice Tom Cusick, presidente di Fifth Avenue Business Improvement District.

 

Un articolo pubblicato su nytimes.com fa il punto della situazione, riportando alcune testimonianze tra cui quella di Barbara Denham, senior economist di Reis (società di consulenza e analisi attiva nell'ambito del real estate). «Il "modello Quinta strada" ha funzionato per un po' di tempo - afferma - ma si è incrinato a causa dei prezzi troppo alti degli affitti».

 

Negli ultimi anni non sono stati pochi i negozi che hanno chiuso o sono stati trasferiti, soprattutto nella "upper part" dell'arteria newyorkese: da Kenneth Cole a Juicy Couture ed H&M, come sottolinea uno studio di Cushman & Wakefield. Nel tratto dalla 49esima alla 60esima Strada la percentuale di location sfitte è passata in cinque anni dal 6,1% al 15,9%, dato quest'ultimo rilevato a fine 2016.

 

«Sempre a fine dell'anno scorso, in questa specifica area i canoni di affitto superavano i 2.900 dollari a metro quadro, contro i 2.283 del 2012» fanno notare da Cushman & Wakefield.

 

Robert Burke, consulente del lusso già in forze presso Ralph Lauren negli anni Novanta, lancia una provocazione: «L'immagine di un brand non si associa necessariamente a un grande negozio».

 

Intanto il turismo internazionale rallenta, ostacolato dai cambi valutari poco favorevoli e "intimidito" dalla politica protezionistica di Donald Trump, il cui quartier generale, la Trump Tower, si trova proprio nella Fifth avenue: il dispiegamento di forze dell'ordine e barriere per proteggere l'edificio non è certo un incentivo per lo shopping.

 

Secondo NYC & Company, agenzia cittadina del marketing e del turismo, ci saranno 300mila visitatori in meno nella zona. Al contrario, la voce "domestic travel" sarà in attivo, ma sembra che un solo shopper straniero compri quanto quattro nazionali.

 

Tom Cusick, presidente di Fifth Avenue Business Improvement District, getta acqua sul fuoco. Pur ammettendo che nell'ultimo biennio c'è stato un turnover di insegne più alto del solito, minimizza le criticità intorno alla Trump Tower e, più in generale, assicura: «Nell'arco di sei o al massimo nove mesi, passeggiando sulla Quinta strada non ci saranno più negozi chiusi». 

 

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