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Liu Jo più vicina alla Borsa dopo il restyling societario

Forte di un fatturato che nel 2016 ha raggiunto i 305 milioni di euro, con valori quasi raddoppiati rispetto a quelli di dieci anni fa, Liu Jo vara un'operazione di riorganizzazione societaria da 130 milioni di euro. Nel futuro a medio termine potrebbero esserci l'apertura a investitori esterni e la quotazione in Borsa. Prevista l'internalizzazione di alcune licenze.

 

L'operazione di riassetto - seguita da EY in qualità di financial advisor - ha consentito la razionalizzazione della governance e della struttura finanziaria del gruppo: alla guida dell'azienda si conferma Marco Marchi (nella foto), 53 anni, che alla carica di direttore creativo aggiunge quella di amministratore unico, mentre il fratello Vannis Marchi, 68 anni, esce dal cda, ma rimane azionista con una quota di circa il 10%.

 

Negli obiettivi della realtà carpigiana, fondata nel 1995, c'è la volontà di espandere il business attraverso un percorso che prevede in misura crescente «la managerializzazione dell'azienda, l'internazionalizzazione del brand e il perseguimento di operazioni straordinarie, con il potenziale coinvolgimento di investitori privati e istituzionali e attraverso uno strumento di finanziamento a medio lungo termine, organizzato da Banca Imi e Intesa San Paolo».

 

Oggi Liu Jo è sinonimo di un'offerta total look che va dagli abiti alle scarpe, fino agli accessori, con una presenza in 50 Paesi e in tre continenti (Europa, Africa e Asia), attraverso un network distributivo composto da oltre 350 punti vendita monomarca e 5mila multimarca.

 

Entro il 2017 - durante il quale l'azienda punta a crescere attorno al 3% - dovrebbero essere finalizzate le acquisizioni dell’attuale partner per la linea uomo e di Nardelli Luxury per gioielli e orologi.

 

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