Ricavi a 3,2 miliardi nel secondo trimestre

Vf Corporation cresce double digit (+23%) e conferma l’outlook per l'intero fiscal year

Continua la corsa di Vf Corporation. Il gruppo americano, a capo di marchi come Vans e The North Face, nel terzo trimestre terminato a settembre ha incrementato le vendite del 23%, portando il fatturato a 3,2 miliardi di dollari, rispetto ai 2,6 miliardi dello stesso periodo del 2020.

«Anche se la ripresa è stata bloccata da ulteriori interruzioni legate alla pandemia, continuiamo a vedere la domanda accelerare e la possibilità di confermare le nostre previsioni è una testimonianza della resilienza del nostro modello», ha commentato Steve Rendle, presidente e ceo del gruppo Usa.

Vf ha infatti confermato l'outlook per l'intero fiscal year 2022, alla fine del quale prevede di raggiungere un fatturato di 12 miliardi di dollari, in aumento di circa il 30%, compresi i ricavi pari a 600 milioni di dollari da Supreme, acquisito lo scorso anno per 2,1 miliardi di dollari.

In particolare, il business internazionale crescerà dal 24% al 26%, con gli aumenti più forti in Europa e nelle Americhe (esclusi gli Stati Uniti).

Per canale, le vendite direct-to-consumer sono previste in progress dal 34% al 36%, mentre per l'online le stime parlano di un +20%, significativamente al di sotto del +29-31% previsto in precedenza.

Nel Q3 il margine lordo è aumentato di 290 punti base a 53,7% e, su base adjusted, l’incremento è stato di 300 punti base a 53,9%, compreso un impatto positivo di 20 punti di base dalle aquisizioni.

Il reddito operativo si è attestato a 558 milioni di dollari (+56% su base adjusted a 534 milioni di dollari, compreso un contributo di 8 milioni dalle aquisizioni).

L'utile per azione è stato di 1,18 dollari, mentre l'utile per azione adjusted è cresciuto del 66% a 1,11 dollari, compreso un contributo di 0,02 dollari per azione dalle aquisizioni.

Trainante è stato il brand The North Face, che ha messo a segno un +31%, seguito da Timberland (+26%), Dickies (+21%) e infine Vans, che è progredito a un ritmo più lento, pari all’8%.

A livello di mercati, gli Stati Uniti sono i best performer, grazie a un balzo del 27%. Europa, Medio Oriente e Africa migliorano del 19%, mentre la Mainland China conquista un +9%.

Analizzando i canali, le vendite direct-to-consumer hanno messo a segno un +32%, mentre le entrate digitali del 24%.



a.t.
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