Ricavi a +90% nei primi tre mesi

Neves: «Con la crisi dei department store, Farfetch è l'occasione dei piccoli brand»

«Sono ottimista sul secondo trimestre, penso che sarà in crescita e questa è un'ottima notizia per le nostre boutique». Josè Neves (nella foto) si dice praticamente certo che Farfetch continuerà il suo trend positivo di crescita delle vendite anche nel secondo quarter, ovvero quello maggiormente condizionato dal Covid-19 e che sta preoccupando la maggior parte delle aziende di moda. 

Nel primo trimestre del 2020 (inizio del lockdown in Europa e Usa) la piattaforma fondata da Neves, che aggrega multimarca da tutto il mondo, ha registrato ricavi in crescita del 90% a 331 milioni di dollari, mentre il Gross Merchandise Value è salito anno su anno del 46%, portandisi a 610 milioni di dollari.

Commentando i risultati del quarter e le prospettive per il futuro, l'imprenditore del digital commerce ha detto di essersi concentrato prima sul benessere dei suoi dipendenti e, in secondo luogo, sul supporto alle boutique che usano Farfetch come portale digitale per il mondo.

«I piccoli marchi dipendono quasi al 100% dal wholesale - ha spiegato -. In un momento in cui i department store stanno annullando gli ordini e sono in ritardo nei pagamenti, le boutique sono un'ancora di salvezza per i piccoli designer». 

Mantenendo le sue 700 boutique partner attive e collegate agli acquirenti, Neves ha affermato che Farfetch in questi mesi ha supportato anche i 3.400 marchi di stilisti indipendenti venduti sulla sua piattaforma. Durante l'epidemia e nonostante i limiti imposti dal lockdown ha sempre garantito la circolazione della merce. L'85% dei look della primavera-estate presenti nel catalogo del sito erano disponibili da più venditori.

an.bi.
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