È già svolta grazie ai Meier?

Jil Sander: una sfilata con location a sorpresa per invertire il trend

Quella in programma il 19 settembre si annuncia una sfilata molto interessante per Jil Sander e non solo per la location scelta, una ex fabbrica di panettoni alla periferia di Milano. Lo show, infatti, segna anche il primo anno di direzione creativa di Lucie e Luke Meier, chiamati a rivitalizzare le vendite del marchio, crollate sotto quota 70 milioni di euro.

 

Secondo gli ultimi dati disponibili pubblicati nell'annual report di Onward Holding, società giapponese che controlla Jil Sander, nel fiscal year 2017 (chiuso a febbraio dell'anno scorso), il giro d'affari del marchio è scivolato a quota 9 miliardi di yen (pari a circa 69,5 milioni di euro al cambio attuale), in calo del 13% rispetto all'anno precedente, quando il turnover era stato di 10,4 miliardi di yen.

 

Si tratta di un'informazione datata - anche perché a partire dall'annual report del 2018 il gruppo nipponico non fornisce più il dato scorporato di Jil Sander -, ma che fa capire come, sul fronte delle vendite, i tempi d'oro di Raf Simons siano per il momento lontani: nel 2012, infatti, sotto la guida del designer belga, il turnover dell'azienda superava i 140 milioni di euro.

 

Il calo del giro d'affari di questi anni è coinciso anche con una razionalizzazione dei negozi. Secondo l'ultimo annual report di Onward, i monomarca Jil Sander attivi nel mondo sono 63. Nel fiscal year 2016 le vetrine worldwide erano 80, addirittura 100 nel 2014.

 

Ma negli uffici milanesi della griffe il clima è sereno: le collezioni di Lucie e Luke Meier, assicurano dall'azienda, hanno colpito nel segno, «come dimostreranno i prossimi dati di bilancio».

an.bi.
stats