ricavi trimestrali

Burberry: delusione per il quarter. Attese per la direzione creativa: Philo o Jones?

Nel terzo trimestre terminato il 31 dicembre Burberry ha totalizzato 719 milioni di sterline di vendite retail, in calo del 2% a valori attuali e in aumento del 2% a parità di store. Sui numeri pesa l'impatto del cambio, più sfavorevole rispetto a un anno prima.

 

Poco dopo le 15 alla Borsa di Londra le azioni Burberry registrano una flessione del 7,5% a 16,5 sterline per azione.

 

Nei giorni scorsi gli analisti di Barclays avevano previsto un +3% del giro d'affari a pari perimetro distributivo e quelli di City si aspettavano un incremento del 4%. Gli esperti di RBC Europe hanno un giudizio "underperform" (farà peggio del mercato) sul titolo, dopo il trimestre che include le vendite natalizie sotto le aspettative, specie se comparato alle recenti performance oltre le attese di Richemont e Hugo Boss.

 

Il piano pluriennale delineato in novembre dal nuovo ceo Marco Gobbetti, che punta a riaffermare il marchio nel lusso, non ha ancora cominciato a esplicare i suoi effetti mentre gli investitori e il fashion business aspettano l'annuncio del nuovo direttore creativo, al posto di Christopher Bailey (che resterà in azienda fino a fine marzo), sperando che replichi i successi di Gucci con Alessandro Michele. Bloomberg mette Pheobe Philo in cima alla lista dei papabili, secondo altre fonti invece potrebbe essere nominato Kim Jones, appena uscito da Vuitton.

 

Il mercato più critico nel quarter è stato l'Emeia, che ha subito una flessione, a parità di store, "low single digit". Su questa performance incide soprattutto la discesa "high single digit" in Regno Unito, che si confronta con il +40% dell'analogo trimestre del 2016, per effetto degli acquisti da parte dei turisti, motivati dalla sterlina debole.

 

L'Asia-Pacifico è invece cresciuta del 5% circa grazie a un incremento analogo nella Cina Mainland, mentre Hong Kong è rimasta ferma e la Corea è leggermente arretrata.

 

Nelle Americhe il rialzo è stato "low single digit", ma l'andamento negli Stati Uniti è rimasto invariato.


«Stiamo facendo buoni progressi - ha commentato Gobbetti - integrando la nostra visione strategica nell'organizzazione e restiamo sulla buona strada per raggiungere il nostro obiettivo di profitto annuale».

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