rigettata la domanda di concordato

Jeckerson: dichiarato fallimento per il brand dei "pantaloni con le toppe"

Già nel 2019 Jeckerson, marchio inglese nel nome ma italianissimo nella sostanza (è stato fondato a Bologna dai fratelli Alessandro e Carlo Chionna nel 1995) aveva evidenziato un rosso di 4 milioni di euro, che arrivava dopo anni difficili.

La pandemia ha fatto il resto e a metà novembre il tribunale, dopo aver respinto la domanda di concordato del brand, ha dichiarato il fallimento della società, controllata dal 2018 dal fondo inglese Stirling Square Capital Partners.

E pensare che a inizio 2020 - un anno che sarebbe stato di festeggiamenti, visto che ricorreva il primo quarto di secolo di attività - la label dei "pantaloni con le toppe" aveva dato segnali di ripresa, tornando a Pitti Uomo dopo sei stagioni e annunciando nuove partnership, più estero, investimenti nel lifestyle e un rebranding incentrato sull'elemento iconico della toppa.

Sembrava che finalmente Jeckerson si potesse lasciare alle spalle un lungo periodo di tribolazioni: nel 2015 l'azienda aveva rischiato un crack da 90 milioni di euro e l'anno successivo il tribunale l'aveva ammessa alla procedura di concordato preventivo in continuità, con la prospettiva di un rilancio dal 2017.

Nel febbraio scorso, dopo aver avviato un'intesa con Berto per il denim sostenibile, era stato siglato un accordo con V.o.f service Italia per una linea donna, inserito in un contesto di rinnovamento e ampliamento della gamma di prodotti in diverse categorie merceologiche.

Ma di lì a poco sarebbe calata la scure del Coronavirus: niente lieto fine, quindi, per uno dei nomi storici del made in Italy, proprio quando la vera svolta sembrava vicina.
a.b.
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