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Il maglificio Pier riparte con Andrea Sponza e Alessandro Corte Metto

Dal fallimento al rilancio. L'azienda di Casale sul Sile (Treviso), dopo la cassa integrazione e la richiesta di concordato, riprende l'attività di produzione per le griffe, con l'ingresso di Andrea Sponza e Alessandro Corte Metto, che hanno rilevato il 97% della società.

 

«Nel gennaio 2016 - racconta Sponza, fondatore della Copernico Consulting - era stata creata una newco nata come ramo d'affitto per salvare l'azienda della famiglia Narduzzi, con la quale erano stati reintegrati circa metà dei lavoratori del vecchio maglificio Pier. A distanza di circa un anno è stato sottoscritto il definitivo passaggio dalla procedura fallimentare di Pier Spa alla Pier & Co, con la conferma di 40 dipendenti e cinque nuove assunzioni, provenienti da un'altra impresa del territorio chiusa due anni fa».

 

Con la nuova governance l'obiettivo della realtà trevigiana, nata negli anni Settanta, è di «mantenere anche nel 2017 i 5 milioni di euro di fatturato realizzati nel 2016, puntando sulla collaborazione con importanti griffe internazionale», spiega Sponza, azionista di maggioranza con Alessandro Corte Metto, ex direttore generale del gruppo Fedon.

 

Pier & Co è infatti alleata produttiva di brand come Azzedine Alaïa, Dior Homme, Louis Vuitton, Goop, Karl Lagerfeld, Paul Helbers, Tommy Hilfiger, Vetements e Tim Coppens (nella foto), per i quali realizza alcune tranche di collezione, «per il 60% donna e il 40% uomo», come precisa Andrea Sponza, ma sta ampliando il proprio repertorio anche con una nuova label in house.

 

«A gennaio abbiamo rilevato il 55% del brand di maglieria Gray, nato nel 1920 in Scozia all'insegna dell'abbinamento knitwear&profumi e rilanciato qualche anno fa da Alfredo Argirò e Giacomo Canessa - racconta Sponza -. Buoni riscontri sono stati già ottenuti all'ultima edizione di Pitti Uomo a Firenze e Super a Milano».

 

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