RILEVATO IL GRUPPO MECCANICHE LUCIANI

MinervaHub preme sull'acceleratore: sei acquisizioni in arrivo nella prima parte del 2023

Il Gruppo Meccaniche Luciani di Corridonia (Macerata) entra a far parte di Minervahub, realtà industriale italiana del settore moda specializzata in finiture e materiali per accessori di lusso, presieduta da Matteo Marzotto e frutto della fusione tra Xpp Seven (sviluppata dal fondo di private equity Xenon) e Ambria Holding.

Un nuovo polo della supply chain che, al momento della sua costituzione a giugno scorso, fatturava già oltre 101 milioni di euro, con un portafoglio di 1.000 clienti.

Circa 740 allo stato attuale gli occupati diretti attraverso le aziende confluite in MinervaHub, che detiene il 100% delle società e offre loro la possibilità di diventare azioniste. Si tratta di Galvanica Formelli (Arezzo), Koverlux (Bergamo), Quake (Vicenza), Sp Plast Creating (Fermo), Zeta Catene (Arezzo) e Zuma Pelli Pregiate (Pisa), cui si sono aggiunti a ottobre Jato 1991 (Bologna) e ora il Gruppo Meccaniche Luciani, player specializzato negli stampi, nelle fustelle e negli utensili tecnici per le calzature e la pelletteria.

In un incontro con la stampa ieri, 14 novembre, il partner del fondo Xenon Gianfranco Piras ha sottolineato che in sei mesi circa MinervaHub è cresciuto organicamente del 40%, puntando su aziende piccole ma di valore, la cui eccellenza va supportata con strumenti adeguati. 

Imprese italiane, ma anche con uno sguardo oltreoceano. Matteo Marzotto ha infatti annunciato il perfezionamento dell’acquisizione di Audasit, allevamento di alligatori con quartier generale in Texas, impegnato nel ripopolamento secondo i massimi standard di sostenibilità cruelty free, certificati Icfa.

Franco Prestigiacomo (ceo del fondo Xenon, maggiore azionista di MinervaHub) si è invece soffermato sul mandato affidato a Rothschild per trovare un partner più grande, mossa chiave per crescere ancora, senza che Xenon esca di scena.

La previsione di fatturato per fine anno è di 180 milioni, con 50 milioni di ebitda e un utile netto del 15%, ma l’ambizione è salire a 300 milioni già entro il primo semestre 2023. Un closing è in dirittura d'arrivo prima di Natale e in cantiere ci sono altre sei operazioni tra gennaio e giugno del prossimo anno. Come ha precisato Matteo Marzotto ai giornalisti, sono stati identificati 50 player, con un giro d’affari complessivo di un miliardo di euro e un margine ebitda medio del 20%.

Nella foto Gianfranco Piras, Matteo Marzotto e Franco Prestigiacomo

A cura della redazione
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