RINCARI FINO AL 9%

Non solo Chanel e Vuitton: anche Gucci ritocca i listini verso l'alto

Il Covid-19 fa impennare i prezzi nell'alto di gamma. Dopo la decisione presa da Dior, Louis Vuitton e Chanel di aumentare il costo dei propri accessori, un altro luxury brand come Gucci va in questa direzione.

Come riporta Bof, in base alle comparazioni effettuate nei mesi di maggio e giugno dagli analisti di Jefferies, la griffe di Kering ha apportato rincari compresi fra il 5% e il 9% di it bag come la Dionysus e la Zumi: ritocchi che hanno riguardato mercati come la Cina, ma anche l'Italia e il Regno Unito.

Dai diretti interessati non arriva nessuna conferma, ma secondo Flavio Cereda – autore del report – la motivazione sottesa alla virata strategica sarebbe da individuare nella volontà di colmare il gap esistente fra i prezzi delle borse in Europa e nel Paese del Dragone, dove anche dopo l'intervento sui listini il costo resta comunque più alto (+28% per la Dionysus e +23% per la Zumi).

«Non siamo sorpresi – ha commentato Cereda – del fatto che Gucci stia aumentando i prezzi, nel tentativo di attutire la contrazione dei ricavi».

Il brand disegnato da Alessandro Michele è stato infatti fortemente penalizzato nel primo quarter a causa della sua importante esposizione in Cina, mercato colpito per primo dell'epidemia di coronavirus e dal relativo rallentamento dei flussi turistici cinesi in giro per il mondo: nel primo trimestre dell'anno le vendite sono diminuite del 22,4% (del 23,2% su base like-for-life), scendendo a quota 1,8 miliardi di euro (nella foto, due borse Gucci per la primavera-estate 2020).

a.t.
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