Rinnovato il board

Valentino: dal profitto a una perdita di 90 milioni

Nell’anno colpito dalla pandemia, Valentino chiude l’esercizio con una perdita di 90,19 milioni di euro, dall’utile di 36,1 milioni del 2019.

Come riporta la stampa finanziaria, la maison controllata da Mayhoola for Investments coprirà la perdita utilizzando integralmente la riserva sovraprezzo azioni di 28,54 milioni e la riserva di avanzo di fusione di 14,25 milioni. In più ridurrà gli utili derivanti da bilanci pregressi per un totale di 47,4 milioni.

I ricavi 2020 sono stati pari a 882 milioni di euro, in calo del 27% a cambi costanti (-28% a cambi correnti), a causa dei ripetuti lockdown.

La casa di moda, che si prepara a sfilare a Venezia in luglio con la haute couture, è in una fase di revisione del business. Il ceo Jacopo Venturini vuole focalizzarsi su un unico brand, per imporlo nell'universo della couture.

In tal senso, le attività legate al business di REDValentino cesseranno a partire dal 2024. In parallelo con la decisione di diventare un’etichetta fur-free, la controllata Valentino Polar, che realizza le pellicce del brand, terminerà la produzione alla fine del 2021.

Con il via libera dell’assemblea dei soci, il board della maison romana, rinnovato per un anno, è costituto da Rashid Mohamed R. Hussein (presidente), Umberto Carlo Maria Nicodamo (vicepresidente e partner dello studio BonelliErede), Jacopo Venturini (ceo) e dai consiglieri Fabio Buttignon, Emanuela Prandelli, Adriano Regondi e Luca Vianello

Nella foto, una proposta della pre-collezione Valentino Roman Palazzo per il prossimo autunno 

e.f.
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