Un aggiornamento sul concordato

Canepa verso l’ok dell’80% dei creditori

Il gruppo tessile Canepa, che sta tentando di superare la crisi con il concordato di continuità, ha ottenuto il via libera del 50% dei creditori.

«Entro i prossimi giorni raggiungeremo l’80%: i creditori hanno fatto loro la nostra fiducia nella possibilità di rilanciare l’azienda», dichiara Michele Canepa (nella foto), imprenditore dell'azienda serica Taroni, che mesi fa con Maurizio Ceriani ha rilevato il gruppo fondato dal padre, la cui maggioranza era in mano a DeA Capital Alternative Funds Sgr.

«Monitoro costantemente l’andamento dell’azienda e in termini di redditività i dati sono migliori degli obiettivi fissati nel piano industriale del concordato - spiega Canepa -. Chiuderemo il 2019 con un fatturato intorno ai 39,5 milioni di euro e, allo stesso tempo, si registrano perdite nettamente inferiori al previsto».

Il risanamento dell’azienda serica sta passando attraverso un taglio del personale di 50 unità, «contenuto il più possibile, in alcuni casi rimodulando il contratto con dei part-time».

Entro la fine dell’anno, come spiega l’imprenditore, sarà completata la riorganizzazione del sito produttivo di San Fermo della Battaglia, mentre il dipartimento CanepaEvolution continua a lavorare su nuovi brevetti, in particolare sul riciclo e sull’economia circolare, con un progetto complesso per riciclare le fibre desuete, i tessuti inutilizzati e gli abiti dismessi.

e.f.
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