Salvo lo stabilimento di Castel Maggiore

Emilio Pucci si riorganizza e punta su e-commerce e retail

Una cura dimagrante per affrontare con maggiore agilità il futuro: Emilio Pucci sta finalizzando un piano di incentivi mirati all’uscita volontaria dei dipendenti nei due poli di Milano e Castel Maggiore (Bologna). Un primo passo per il brand in capo al gruppo Lvmh verso una nuova strategia commerciale e distributiva.

«La riorganizzazione - conferma a fashionmagazine.it una spokeperson dell’azienda - ci consentirà di rimodellare gli impianti produttivi, in linea con il cambiamento strategico e creativo, così come la rete di distribuzione, per concentrarci sulle migliori location e accelerare sull’e-commerce».

«In questo contesto – prosegue il portavoce -  si sono svolte serene trattative con i dipendenti e i loro rappresentanti in un clima di dialogo, apertura e buona volontà. Ciò ha portato a un accordo soddisfacente per entrambe le parti. L’attenzione di tutti è ora sulla nuova era di Pucci, un marchio che punta a essere creativo e di riferimento, con uno spirito resort fresco, e sul ricondurre la maison sulla strada del successo.

Scongiurata la chiusura dello stabilimento di Castel Maggiore, focalizzato sulla prototipia e la gestione delle operazioni produttive affidate a un network di terzisti in Italia, il cui ruolo verrà rinforzato e non sminuito. 

A Milano, dove l’azienda si è trasferita nel 2016 dopo avere lasciato la sede storica di Firenze, restano la direzione creativa e commerciale. In totale i dipendenti in uscita sarebbero poche decine.

c.me.
stats