Primi segnali di passaggio generazionale

Prada: Miuccia firma un patto di famiglia

Prove tecniche di passaggio generazionale in Prada. Secondo quanto emerge dall’inserto Affari&Finanza di la Repubblica, nei mesi scorsi è stato firmato un patto di famiglia che lega la stilista Miuccia Prada al marito e ai figli.

Il patto di famiglia è, in sintesi, un contratto con cui un imprenditore o titolare di partecipazioni societarie può trasferire (in tutto o in parte) le proprie quote a uno o più discendenti, evitando allo stesso tempo che l’operazione possa essere messa in discussione, successivamente, da parte di altri familiari o legittimari.

Più in dettaglio, Miuccia Prada ha trasferito ai figli Lorenzo e Giulio Bertelli la nuda proprietà di Ludo, società interamente controllata a cui fa capo la quota maggiore di Prada Holding, custode dell’80% del Gruppo Prada quotato a Hong Kong.

Attraverso la sua Ludo, Miuccia Prada ha in portafoglio il 53,8% di Bellatrix che vede come soci anche i fratelli Alberto (con il 23,1%) e Marina (con il 23,1%). In totale Bellatrix ha in cassaforte il 65% di Prada Holding mentre il resto della holding (35%) è in mano a Patrizio Bertelli, marito della stilista e ceo del gruppo della moda che controlla anche i marchi Miu Miu, Church's, Car Shoe e la pasticceria Marchesi.

Nel nuovo assetto di Ludo la nuda proprietà del 50,5% è andata a Lorenzo Bertelli, mentre il 49,5% è in capo al fratello minore Giulio. Alla madre resta l’usufrutto sul 100% delle quote. I valori dei due conferimenti ammonterebbero rispettivamente a 168,3 e 165 milioni di euro, in base al bilancio 2018 di Ludo, il cui patrimonio netto era di 555,4 milioni.

Miuccia ha inoltre trasferito a Lorenzo la nuda proprietà di Ludo Due e a Giulio quella di Ludo Tre: si tratta di due società costituite a fine 2018, al fine di separare gli asset finanziari da quelli immobiliari e dagli investimenti in opere d’arte. Invece la società semplice Ludo Arte, costituita nel 2015, ha operato una scissione parziale dando vita a Ludo Arte Due e Ludo Arte Tre, dove di recente sono state trasferite opere di artisti del calibro di Damien Hirst, Alberto Burri, Lucio Fontana, Roy Lichtenstein e Jeff Koons.

Come riporta A&F, altri cambiamenti riguardano il cda di Prada. L’assemblea dei soci del 27 maggio dovrebbe decretare l’ingresso in consiglio di Lorenzo Bertelli, attivo in azienda dal 2017 e attualmente responsabile del marketing e della sostenibilità. Il presidente Carlo Mazzi dovrebbe invece uscire a fine mese, pur restando come vicepresidente di Prada Holding. Al suo posto dovrebbe arrivare Paolo Zannoni, ex Goldman Sachs e attuale presidente di Autogrill, che di recente ha lasciato la presidenza della Dolce & Gabbana Holding. In entrata nel nuovo board sono attesi anche Yoël Zaoui, esperto di M&A con la società di consulenza Zaoui & Co, e Marina Sylvia Caprotti, presidente di Esselunga.

Per quanto riguarda Lorenzo Bertelli, pare non sia ancora il momento di passare al timone. In un’intervista di oggi al Corriere della Sera ha affermato: «Non sono pronto a responsabilità maggiori».  Bertelli ha inoltre riconosciuto che le nuove generazioni sono più aperte a collaborare, che a farsi la guerra. La dichiarazione arriva a breve distanza dall'annuncio che marchi come Bulgari, Cartier, Hublot, Louis Vuitton e Prada hanno creato un consorzio per la prima blockchain globale del lusso.

Il Gruppo Prada ha archiviato il 2020 con ricavi pari a 2,42 miliardi di euro, in calo del 25% rispetto a un anno prima ma nelle stime di Patrizio Bertelli dovrebbe risalire a 2,9-3,1 miliardi per la fine di quest’anno. In una recente intervista a Reuters il ceo ha detto di non avere mai pensato di vendere la società e che mai lo farà. Nei piani resterà indipendente, si focalizzerà sulla crescita interna e non sono escluse delle acquisizioni se si presenterà un’opportunità.

e.f.
stats